Crossmedialità: educare all’uso dei media

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Crossmedialità

Crossmedialità: educare all’uso dei media

Un interessante articolo di Isabel de Maurissens e Silvia Panzavolta sul complex learning:  è possibile educare all’utilizzo dei media?

Benefici e criticità nella società della convergenza.

“Dai risultati della ricerca della fondazione Istud sui giovani e le nuove tecnologie, tra i valori fondamentali, accanto all’amicizia e alla famiglia, vengono vissuti come valori distintivi la velocità – i giovani si definiscono una fast moving generation – e le nuove tecnologie: “Siamo una generazione ‘tecnologica’, nel senso che siamo abituati a fare affidamento sulle tecnologie per svolgere tante attività diverse: studiare, giocare, conversare con gli amici…”. Studiare, giocare e conversare fanno parte di tre ambiti diversi che sono l’informazione, l’educazione e l’intrattenimento. Per Briggs e Burke (2007), questi ambiti costituiscono quello che chiamano la “trinità” nel senso che sono indissolubilmente uniti. La convergenza culturale ha contribuito ad avvicinare i tre concetti ma se guardiamo alla storia, nel seicento-settecento, i tre concetti erano rigidamente separati, ognuno aveva e ha avuto fino ai recenti anni ‘90 il proprio ambito di azione. Per fare solo un esempio, in molti Paesi, la televisione dedica un canale televisivo pubblico a contenuti educativi differenziandolo dai canali generalisti (informazione e intrattenimento). Altri Paesi non hanno fatto questa scelta ed hanno incorporato nei loro servizi sia informazione sia l’intrattenimento sia l’educazione.
Si tratta di un processo lungo e faticoso, in cui ancora ciascun settore pretende di avere il proprio orticello da coltivare, soprattutto il settore educativo fa fatica a guardare nell’orto del vicino quello che potrebbe essergli utile.”

 

Vai all’articolo sul sito dell’ ANSAS

 

 

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