Evviva la 27a ora!

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Evviva la 27a ora!

Potevamo proporvi uno dei tanti rapporti usciti in questi giorni sulla situazione delle donne nel mondo.

Potevamo oppure raccontarvi la storia di una donna.

Potevamo infine dedicare questo spazio ad un progetto di donne.

Invece  questo 8 marzo lo vogliamo dedicare al Blog della “27a ora” (che oggi apre con un articolo di Lea Melandri), che secondo noi ha contribuito a far emergere alcuni argomenti  come la conciliazione, il lavoro, la vita delle donne.

La 27ORA è un blog al femminile: racconta le storie e le idee di chi insegue un equilibrio tra lavoro (che sia in ufficio o in casa), famiglia, se stesse. Il nome nasce da uno studio secondo il quale la giornata delle donne in Italia dura 27ore allungandosi su un confine pubblico-privato che diventa sempre più flessibile e spesso incerto. Tempi di multitasking, per scelta e/o per forza. Prospettive professionali e desiderio di maternità; genitori che crescono i figli e figli che accudiscono i genitori anziani; cronache affettive in coppia, da single, tra amici; questioni di diritti, di leadership e di autostima. Sono i baratti quotidiani, che generano dubbi comuni e soluzioni personali. Noi qui cerchiamo di offrire e scambiarci notizie, suggerimenti, riflessioni gravi e leggere. All’inseguimento di una società dove ognuno possa crescere libero, nel rispetto reciproco.

Un anno con una visione diversa sulle tematiche di tutti i giorni. Uno spazio di tutti, in cui sono discusse e analizzate questioni quotidiane, che non hanno mai trovato evidenza.

Stare dalla parte delle donne è stare dalla parte del mondo. Fare qualcosa per migliorare la vita di tutti i giorni, in fin dei conti, è facile  e risulta vincente.

Grazie quindi a chi a deciso di creare il blog e a chi cura questo prezioso spazio de “Il Corriere della sera”.

Ascolta l’intervista a Barbara Stefanelli (vicedirettore Corriere della Sera) realizzata nel settembre 2011 al convegno “Temi: il mondo femminile, la Rete e il difficile equilibrio tra i ruoli di donna, madre e lavoratrice.”

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