Monthly Archives: maggio 2012

IoT: una governance per la rete

In un futuro non troppo lontano, la maggior parte dei dispositivi che fanno parte della nostra vita quotidiana – telefoni, automobili, elettrodomestici, vestiti e persino alimenti – saranno connessi in rete.

Questo è IoT (Internet of Things): l’internet delle cose, il web 3.0…

Se oggi in Europa, ogni cittadino possiede in media due device connessi a Internet (smartphone, computer, tablet), nel 2015 questo numero potrebbe più che triplicare (e salire a 7), fino a raggiungere, nel mondo, la ragguardevole cifra di 25 miliardi di dispositivi connessi wireless.

Questa evoluzione avrà un forte impatto sulla nostra vita di tutti i giorni, e proprio per questo motivo, secondo la Commissione Europea, non può essere lasciata senza governance: è necessario un quadro normativo che ne valorizzi le potenzialità garantendo privacy e sicurezza dei dati personali.

La Commissione Europea ha quindi deciso di coinvolgere direttamente i cittadini, e ha lanciato una consultazione pubblica online, in cui invita tutti i cittadini a esprimere la propria opinione sulla governance della rete del futuro…

 

La consultazione, che durerà fino al 12 luglio 2012, consentirà di elaborare un quadro etico-giuridico adeguato e di presentare una raccomandazione sull’internet delle cose entro l’estate 2013.

 

Le possibili implicazioni di Internet of Things (IoT) nella vita quotidiana sono tante e molto più concrete di quanto immaginiamo.

Ad oggi le principali applicazioni riguardano i sistemi di controllo remoto (allarmi, gestione accessi, …), la logistica (trasporto merci e gestione magazzini), lo smart metering (soprattutto elettrico), il monitoraggio remoto (caldaie, macchine utensili, …), il monitoraggio ambientale ed il controllo del traffico.

Altre applicazioni esistono nell’ambito della domotica, delle smart car, del telemonitoraggio dei pazienti o degli anziani, del risparmio energetico. Nuove applicazioni si stanno sviluppando in ambito biomedicale.

Come sempre ci si aspetta che la Commissione Europea dimostri capacità di ascolto e che prenda in seria considerazione i suggerimenti dei cittadini europei.

 Vai alla consultazione pubblica sulla governance di IoT

Vai al sito della Agenda Digitale Europea

 


Conoscenza condivisa: verso la città del sapere

L’obiettivo è la condivisione del sapere e del “saper fare”: trasmettere conoscenze e maturare competenze.

Trade school è una realtà che crea corsi autorganizzati basati sul baratto. Il progetto nasce a New York da un gruppo di ragazzi e ragazze che ha deciso di intraprendere questa strada nel 2010.

Il progetto pilota è partito con una raccolta fondi attraverso Kickstarter. Sono stati raccolti più di 9000 $ in pochi giorni. Gurda il video della presentazione del progetto fatto per la raccolta fondi.

“Trade School celebra la conoscenza pratica, il rispetto reciproco e la natura sociale dello scambio”

Questa è la frase con cui si presenta la Trade School di Milano. A Milano l’esperienza della Trade School è partita l’anno scorso: nel maggio 2011 nella sede di The Hub  si sono tenuti 19 corsi che hanno coinvolto oltre 200 persone.

Come funziona?

Chi ha qualcosa da insegnare, un sapere, un mestiere, un oggetto, una lingua propone un corso e chiede in cambio un oggetto, un’idea, una lezione di qualcosa, della musica, un vestito a qualsiasi altra cosa… Nel sito della Trade School è possibile proporsi come insegnanti, compilando un form in cui indicare titolo e tema della lezione, una piccola biografia e le cose che si desidera ricevere in cambio.

Chi vuole partecipare al corso deve iscriversi e deve dichiarare cosa porta in cambio tra le cose richieste dall’insegnante. Sul sito è presente il calendario delle e il form d’iscrizione.

Quindi nessuno paga per partecipare ad una lezione, nessuno viene pagato per tenere una lezione, ma tra insegnanti e studenti avviene uno scambio

Le lezioni possono avere qualsiasi argomento, da come si costruisce un tavolo a come si cucina una zuppa, a come trovare una casa.

A Milano la scuola è partita grazie alla volontà di tre progettisti: Danila Pellicani designer del prodotto, Serena Schimd designer di interni, Alessandro Contini interaction designer, che dopo un’esperienza insieme all’Interaction Design Lab e alla Trade school di New York hanno deciso di avviare il progetto a Milano. Nell’edizione 2011 di Trade School Milano si è aggiunta al team di progettazione Elèna Beatriz Olavarria Dallo, studentessa di design e project manager.

Dal 8 al 31 maggio 2012 i corsi sono ospitati da ACCURAT /3 in via Lanza 3.

Trade School è già una buona prassi perché attribuisce il giusto valore al tempo e al sapere e contribuisce alla condivisione sociale della conoscenza, per lo sviluppo di una città solidale.

Vai al sito di Trade School Milano


Inchiostro e carta

Succede che tra le pagine dei social network, tra le mille pieghe di internet, tra i post dei blog oltre alle notizie sull’innovazione, tornino in primo piano le storie del lavoro di uomini e donne. Sono storie interessanti: quelle nuove e quelle vecchie. La passione per il proprio mestiere. L’impegno di farlo sempre al meglio. Anche queste buone prassi…

Parliamo oggi di Luis Ocon che nel 1963  ha lasciato il Messico in cerca del sogno americano. Luis è andato a Los Angeles alla ricerca di un lavoro come linotipista, una professione che aveva svolto per anni a Città del Messico. La Linotype fu la prima macchina per la composizione tipografica meccanica, inventata negli Stati Uniti (1881) dal tecnico tedesco Ottmar Mergenthaler. La macchina fu installata per la prima volta nel 1886 al New York Tribune. (da wikipedia)

A Los Angeles, Luis ha lavorato per diverse tipografie prima di trovare lavoro alla Aardvark. Luis divenne prima “operatore Lino” sul piombo e poi dal 1978 diventò il proprietario della tipografia…

Vi parliamo anche di due studenti, John McManus ed Elder Morgan, che nel 1923 hanno deciso di aprire un negozio di carta, che ha fornito grandi scrittori ed editori. Dopo 80 anni, McManus e Morgan è ancora il luogo dove trovare fogli colorati realizzati con il midollino di papiro,  corteccia proveniente dal Messico centrale o una serie di pergamene nepalesi scavate dal riso, seta, paglia ed erba.

Ascoltate le loro storie…

Visita il sito di Aardvark Letterpress e di McManus e Morgan

Il video è stato girato da Ben Proudfoot, un giovane e promettente regista di 22 anni. Nato ad Halifax, in Canada, Ben è uno studente della University of Southern California oltre ad essere un prestigiatore.

Visita  il suo sito da  filmaker.


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