Monthly Archives: ottobre 2012

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Dalle Clubhouse alla Parade

Nel 1948 a Manhattan il Dr. John Beard e alcuni ex-pazienti psichiatrici provenienti dal vicino Rockland State Hospital sperimentano un modello di riabilitazione psichiatrica denominato “Clubhouse”.

Il modello consiste nella costruzione di una comunità composta sia da persone che soffrono di disturbi psichici sia da personale generico.

Le Clubhouse sono strutture diurne, non sanitarie, gestite con la formula del club, in cui i soci lavorano all’interno delle varie unità organizzative.
Tutte le attività sono finalizzate al recupero del ritmo di vita e della sicurezza; vengono sviluppate capacità sociali e abilità specifiche al fine di accrescere l’autonomia della persona e, quando possibile, affrontare un lavoro in azienda.

I partecipanti non sono pazienti ma soci: lavorano per rinforzare i propri punti di forza. Non vi sono programmi terapeutici, che devono essere assicurati da professionisti esterni. I soci sono responsabili del Club e lavorano fianco a fianco nella gestione quotidiana della Clubhouse, supportati da un ristretto numero di persone di staff.

Non vi sono spazi o tempi riservati solo ai soci o solo allo staff. La frequenza è libera e gratuita; l’iscrizione non ha scadenza.

Club Itaca

La Fountain House di New York è stata la prima Clubhouse al mondo. La prima Clubhouse in Italia viene aperta nel 2005 a Milano col nome di “Club Itaca”. Il Club viene realizzato secondo il modello elaborato da ICCD International Center for Clubhouse Developement -, organismo che coordina più di 300 centri in tutto il mondo, di cui più di 80 nel Nord Europa. Il modello di riabilitazione Clubhouse viene regolato attraverso Standard Internazionali concordati consensualmente dalla comunità mondiale delle clubhouse. Ogni due anni la comunità mondiale delle clubhouse riesamina, ed eventualmente modifica, questi standard. Gli standard servono anche come “carta dei diritti” per i soci e come codice etico per il personale.

A livello internazionale i programmi di intervento ad oggi pensati all’interno del modello clubhouse sono:

•       Addestramento professionale formativo quotidiano (Prevocational Day Program)

•       Programma di lavoro transitorio (Transitional Employment Program)

•       Attività di socializzazione e ricreative serali e di fine settimana

•       Programma appartamento

•       Programma reach-out

•       “Negozietto” (Thrift Shop)

•       Notiziario della clubhouse

•       Cure, consulenza psichiatrica e sanitaria

•       Evaluation e verifica

Ångestparaden: uscire.

Nel 2011 la Clubhouse di Stoccolma ha organizzato la prima parade dell’ansia: per la prima volta al mondo è stata organizzata una dimostrazione pubblica per far uscire dalle case la “malattia mentale”.  Non un gesto simbolico, un’azione reale e visibile sostenuta dalle Clubhouse di tutto il mondo.

Vai al sito dell’ ICCD International Center for Clubhouse Developement

Vai al sito di Club Itaca


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ExFadda: sostenere il futuro

Cos’è ExFadda? E’ un luogo in cui la coesione sociale è una realtà praticata e dove la promozione culturale è motore della produzione.

ExFadda è una comunità in continua crescita costituita da uomini e donne che intenzionati a far rivivere gli spazi dell’ex stabilimento enologico “Dentice di Frasso” nella zona di San Vito dei Normanni in provincia di Brindisi, in Puglia.

L’ExFadda nasce come progetto di riqualificazione di un immobile unico e di assoluto pregio architettonico. L’imponente fabbricato fu costruito nei primi del ‘900 dalla famiglia Dentice di Frasso per avviare un opificio per la produzione vitivinicola di carattere regionale. L’edificio ha una superficie coperta di circa 3.000 mq ed è composto da tre aree. L’area esterna, completamente recintata, si estende per 15.000 mq. I due stabili principali conservano caratteristiche uniche: il primo di circa 1.500 mq, tutto in muratura, ha ben 18 volte “a spigolo”; il secondo (circa 1.000 mq) presenta una copertura “a capriate” lignee.

Alcuni spazi dell’ex stabilimento sono stati recuperati, con contributi della Regione Puglia, del Comune di San Vito dei Normanni, e con investimenti privati e raccolte fondi

A gestire gli spazi e i progetti dell’ExFadda è un gruppo di cittadini e cittadine provenienti da imprese e associazioni locali: Sandei S.r.l., Magazzini Teatrali Dardagnam, Associazione Un Futuro a Sud, Associazione Epifani Barbers, Associazione Lanterna Magica, Associazione Bendicò e le Stelle.

I gestori dell’ExFadda sono intervenuti durante i primi mesi dall’affidamento, sia sull’immobile che sull’area esterna. Un primo recupero è stato possibile grazie al contributo volontario di artigiani locali e attraverso modalità di crowdfunding (chiedendo ai cittadini di San Vito dei Normanni ed ai fruitori di alcuni eventi di partecipare al raggiungimento di specifici obiettivi di riqualificazione tramite piccole sottoscrizioni). In questo modo sono state recuperate alcune parti con soluzioni di design low budget .

Ora all’ExFadda è attiva un’officina di progettazione e autocostruzione, animata da una comunità di creativi, progettisti, designer, costruttori, artigiani ed appassionati che, prima in maniera temporanea, poi in maniera permanente, affianca la vita della struttura e produce, in relazione ai progetti e alle attività, soluzioni di rifunzionalizzazione temporanee e low cost ispirate alle pratiche del riciclo dei materiali locali, della valorizzazione dei saperi artigiani locali e dell’autocostruzione.

Questo è uno dei progetti, ma l’ExFadda è una vera fucina di innovazione. Guarda i progetti attivi

Questi invece sono gli spazi dell’ExFadda già a disposizione di cittadini e cittadine.

Per sostenere i progetti dell’ExFadda clicca qui.

Per raggiungere l’ExFadda via internet clicca qui.

Per raggiungere l’ExFadda a piedi o in bici vai a San Vito dei Normanni, in via Brindisi, alle porte della città.


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Le note del riuso

Il negozio di Marc Manceaux è situato nel cuore di Parigi.

Qui tutti possono trovare pezzi e strumenti necessari per la riparazione del proprio pianoforte. Si possono trovare: pedali, ruote, pelli, mosche, cinghie, molle, tastiere meccaniche, corde, picchetti, reti e tutte le attrezzature specializzate per la riparazione, messa a punto o l’allineamento del piano.

Tutto rigorosamente usato! Marc recupera vecchi pianoforti da cui vengono rimosse le parti ancora utilizzabili e a volte crea così nuovi pianoforti: dei pianoforti assemblati con suoni speciali, quelli della memoria.

Guarda il video di Tom Wrigglesworth e Mathieu Cuvelier

Vai al sito di Marc Manceaux


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