Monthly Archives: settembre 2016

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Si può fare

Una sedia a rotelle interamente pilotata con il movimento degli occhi?
Una tromba suonata con un joystick?
Un quadro osservato al buio con un percorso multisensoriale?
Tutto vero…

Basta entrare nel sito di Informatici Senza Frontiere per sentirsi sbattere in faccia (con leggerezza) il vero significato di innovazione sociale.

“La musica è parte di me, è un organo vitale, aver ripreso la mia tromba è come aver recuperato un pezzo del mio cuore”. Il musicista Vincenzo Deluci è tornato a suonare la tromba che utilizzava nei concerti prima dell’incidente del 2006 che lo ha reso tetraplegico

Un joystick per abbassare i pistoni e un team di informatici per dare fiato alla sua tromba come faceva sul palco con Dalla.

Al progetto hanno lavorato assieme a ISF l’associazione AccordiAbili, l’azienda di automazioni Cosmapack, e il team del progetto eMotion, attualmente impegnato nella costruzione di un clarinetto.

 

Nel 2013 Giuseppe Alboré nel 2013 con una tesi di laurea per la quale ISF ha svolto il ruolo di tutor, ha prototipato IMA il modulo di ISA che permette di pilotare una sedia motorizzata mediante Eye Tracking, ovvero il movimento delle sole pupille in modo da restituire una mobilità autonoma alle persone impossibilitate al movimento ed alla parola. Un prototipo con interfaccia Arduino che potrebbe essere ancora migliorato, secondo ISF, dotandolo di schermo flessibile trasparente, di supporti per il monitor, di un computer più potente, ma soprattutto creandone uno standard riutilizzabile su più tipologie e marchi di wheelchairs. Per chi si vuol fare avanti…

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Infine Sensoltre, percorso multisensoriale al buio tra quadri tattili realizzato da ISF, con l’ausilio della tecnologia NFC (comunicazione in prossimità).
Qui Arte, Musica e Tecnologia si fondono in uno stesso momento, creando una nuova ed emozionante realtà espositiva.
Proviamo a chiudere gli occhi e facciamoci guidare dalle nostre mani, dall’ascolto in cuffia di voce e musica, pronti ad immergerci in una dimensione spaziotemporale unica. Un’occasione speciale, che accosta vedenti e non vedenti a nuove forme d’espressione artistica.

Per informazioni scrivete a info@informaticisenzafrontiere.org


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Innovazione e sviluppo

Le nuove tecnologie stanno cambiando il modo di lavorare nell’ambito dello sviluppo, dell’educativa e anche della formazione.
Le organizzazioni non governative e gli enti non profit si stanno affacciando all’innovazione sociale e da qualche anno si stanno sviluppando laboratori di progettazione collaborativa in varie parti del mondo.
Nel maggio 2015 anche l’UNICEF ha lanciato la sua sfida attraverso “Innovation Global Fund”, un Centro di Innovazione che ha l’obiettivo di portare su ampia scala interventi capaci di migliorare la vita dei bambini in tutto il mondo.
Tra gli investimenti ad alto potenziale in grado di fornire soluzioni per il prossimo futuro si stanno sviluppando i modelli dei “Social Innovation Camp”. Tra questi ricordiamo l’ultimo tenutosi in Nicaragua ad agosto. Il modello è quello laboratoriale: i bambini sono chiamati a cercare soluzioni innovative attraverso il processo di design thinking e a prototipare oggetti reali attraverso il processo di coprogettazione. La challange di partenza è una sfida globale o problemi sociali del territorio.

“Questo tipo di iniziativa contribuisce alla creazione di soluzioni empatiche che stimolano l’impegno e l’interesse da parte delle autorità locali e la comunità. Il coinvolgimento della comunità, a sua volta, favorisce l’attuazione delle proposte e contribuisce a renderli sostenibili”

Il Social Innovation Camp consente alle persone di esercitare la loro creatività nel risolvere i problemi sociali e nel fornire una opportunità per i bambini e gli adolescenti a partecipare al processo decisionale

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In Burkina Faso intanto continua a macinare esperienza e progetti il fablab Ouagalab, spazio con accesso libero e gratuito, dove tutti possono andare a imparare ma anche a insegnare quello che sanno! L’artigianato digitale è solo l’ultima frontiera delle opportunità “partecipative” delle nuove tecnologie open source. OuagaLab ha realizzato corsi di mappatura collaborativa e vuole organizzare laboratori per costruire computer partendo da vecchi pc e “calebasse” gusci di zucca essiccata, il tutto nello spirito del “do it yourself”, sfruttando materiali già esistenti e con un’attenzione particolare alle fasce escluse dalla scolarizzazione.

“Dobbiamo puntare alle stelle, se vogliamo arrivare lontano”. Una pillola di saggezza africana applicata all’innovazione.


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