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Impact Investor Survey

Secondo i risultati della Impact Investor Survey 2018  pubblicati pochi giorni fa da GIIN, Global Impact Investing Network, il totale delle risorse finanziarie gestite con logiche di impact investing ha raggiunto la quota di 228 miliardi di dollari, quasi il doppio rispetto al 2016.
GIIN è un’organizzazione senza scopo di lucro che supporta attività, formazione e ricerca sull’impact investment e che dal 2009 conduce indagini annuali sull’impact investment attraverso la sua rete di investitori.

La metodologia dei sondaggi è stata diversa nel tempo.

Il primo sondaggio del 2009 è stato inviato a tutti i membri del GIIN Investors ‘Council e ad alcuni partecipanti aggiuntivi. Il sondaggio del 2015 ha stabilito criteri più chiari: gli intervistati dovrebbero aver impegnato almeno $ 10 milioni in investimenti a impatto dal loro avvio e / o aver chiuso almeno cinque operazioni di investimento a impatto. Ciò che accomuna tutti i sondaggi è che GIIN raccoglie dati da organizzazioni impact investing, non da singoli investitori. Le organizzazioni intervistate includono gestori di fondi, fondazioni, istituzioni finanziarie diversificate, family office, istituzioni di sviluppo finanziario e fondi pensione e compagnie assicurative. Inoltre, circa l’80% degli intervistati si trova nell’America del Nord o nell’Europa occidentale, settentrionale e meridionale, quindi si tratta di dati non esaustivi.

Date queste premesse restano interessanti in ogni caso le considerazioni che si possono trarre dalle analisi del GIIN sui trend dal 2009 ad oggi.

1. Il numero di impact investors è in costante crescita
La prima trasformazione è il crescente numero di impact investors. Mentre il numero di campioni nel 2009 era solo 24, nel 2015 erano 158 (sebbene i sondaggi GIIN non rilevino tutti gli impact investors a livello globale è evidente che la crescita delle dimensioni del campione implica che il numero totale sia cresciuto costantemente nel tempo).

2. Gli impact investors si stanno orientando verso i mercati emergenti
Nel 2009, la quota di AUM nell’Africa sub-sahariana e nell’Asia orientale, meridionale e sudorientale era rispettivamente del 6% e del 5%. Tuttavia, nel 2015, queste percentuali sono diventate rispettivamente del 15% e del 13%. Il crescente interesse per le economie emergenti può essere spiegato sia dalle esigenze di sviluppo e dalle prospettive di crescita economica. Le economie emergenti hanno spesso bisogno di investimenti ad impatto per affrontare i problemi sociali e d’altra parte gli investitori investono non solo sull’impatto sociale ma anche sui rendimenti finanziari e le prospettive di crescita economica dei mercati emergenti sono sicuramente interessanti, soprattutto se confrontate con il rallentamento della crescita economica e delle crisi finanziarie nei paesi avanzati.

3. Il numero di fund managers è in aumento
Gli intermediari come i gestori di fondi sono attrattivi per gli investitori perchè offrono competenze geografiche e settoriali che gli investitori potrebbero non avere nei mercati emergenti e di frontiera. Inoltre, gli investimenti tramite intermediari offrono agli investitori l’opportunità di investire in importi maggiori che soddisfano i loro mandati. Questi ruoli sempre più importanti dei gestori di fondi spingono la l’aumento della domanda da parte degli investitori e quindi l’offerta crescente crescere nel mercato degli intermediari.

A questo va aggiunto il dato che gli impact investors stanno riducendo la percentuale di capitale impegnato per la microfinanza. Il rapporto Microfinance Market Outlook 2016 pubblicato da responsAbility, mostra che i tassi di crescita del mercato dei microfinanziamenti sono in rallentamento dal 2013. Uno dei motivi è che gli investimenti si sono spostati verso settori nuovi e più avanzati, come il finanziamento o il leasing delle PMI, per ora ancora sottovalutati. L’altro è probabilmente che la mancanza di prove degli effetti di trasformazione della microfinanza sulla riduzione della povertà ha probabilmente scoraggiato gli impact investors che vogliono poter vedere la misurazione dell’impatto sociale dei loro fondi.

Le conclusioni che possiamo trarre sono che mentre da una parte gli investitori e i fornitori di servizi stanno cercando di capire come attirare gli investitori, i donors dvrebbero riconsiderare i loro ruoli in vista della crescente popolarità degli investimenti d’impatto: allo stesso modo sono da ripensare i ruoli dei corpi intermedi e delle organizzazioni di policies.
Questa trasformazione degli investimenti ad impatto porterà al progresso dello sviluppo internazionale; forse vale la pena riflettere se il mercato da solo può determinare quale sviluppo e quale progresso.


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