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Contratados

Contratados è una piattaforma che opera per i diritti dei lavoratori migranti messicani.
Ogni anno più di 100.000 lavoratori messicani vengono reclutati negli Stati Uniti per lavori a basso salario con i visti H-2A e H-2B. Per molti lavoratori assunti a livello internazionale, le promesse di salari più alti e migliori condizioni di lavoro sono però illusorie. Molti migranti subiscono gravi abusi nel reclutamento internazionale del lavoro, che vanno dalla discriminazione di genere alle tasse di assunzione, al lavoro forzato e alla tratta. Questi abusi nella pratica di assunzione spesso gettano le basi per il perpetuarsi di condizioni lavorative violente: i lavoratori migranti infatti sono vincolati dal loro visto a lavorare per un singolo datore di lavoro degli Stati Uniti.
Alla radice di questi problemi c’è un difetto fondamentale: il processo di assunzione è controllato dai datori di lavoro e dai loro reclutatori e i lavoratori non hanno accesso a quelle informazioni che consentirebbero loro di prendere decisioni informate e proteggere i propri diritti.

Attraverso la piattaforma Contratados.org i lavoratori migranti possono denunciare gli attori e i processi scorretti nel reclutamento di manodopera a basso salario lungo il confine Messico-Stati Uniti. In Contratados.org si forniscono recensioni e informazioni dettagliate sulle agenzie di recruitment e sui datori di lavoro favorendo così la trasparenza nei processi di reclutamento e accrescendo la responsabilità dei datori di lavoro. La condivisione delle informazioni inoltre non solo fornisce elementi importanti per i lavoratori migranti ma mette a disposizione dei policies makers importanti dati sulle pratiche di reclutamento.
Oltre al sistema di recensioni sulle personali esperienze di assunzione e impiego, i lavoratori attraverso il sito possono riconoscere, prevenire e denunciare le violazioni dei diritti attraverso l’accesso alle risorse di “Know-Your-Rights”. Parallelamente al sito on line sono attivate un servizio telefonico di supporto e una campagna radio binazionale.
Contratados.org è un servizio fornito dal Centro de los Derechos del Migrante, un’organizzazione senza scopo di lucro fondata nel 2005. Il Centro de los Derechos del Migrante (CDM) è la prima organizzazione per i diritti dei lavoratori migranti transnazionali con sede in Messico. Sin dalla sua fondazione, CDM è stato guidato dalla sua missione di migliorare le condizioni dei lavoratori a basso salario negli Stati Uniti.
Dal 2005 ad oggi il CDM ha incontrato oltre 6.000 persone in 23 stati in tutto il Messico con l’obiettivo di far conoscere ai migranti i propri diritti prima di attraversare il confine. Il servizio legale del CDM ha inoltre collaborato con i lavoratori migranti per il recupero di oltre cinque milioni di dollari in salari non pagati, stabilendo così importanti precedenti legali nella protezione dei migranti lungo tutto il flusso migratorio.

Il CDM è cresciuto in risposta alle crescenti esigenze di advocacy e servizi: oggi ha sede in Città del Messico, nello Juxtlhuaca, Oaxaca e Baltimora, e nel Maryland, Zacatecas e si è affermato come un potente agente transnazionale di cambiamento.
Attraverso Cotratados.org il Centro de Los Derechos del Migrante si propone di generare potere nella comunità di lavoratori per porre fine al reclutamento scorretto e agli abusi occupazionali nei programmi di lavoro temporaneo.

 


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SMart, Società Mutualistica per Artisti

Pochi giorni fa a Base Milano, nella giornataWork in progress. Storie di nuovo lavoro organizzato da SMart Italia e Acta e in collaborazione con AIR3 e UnBreakFast , si sono presentati in anteprima i risultati della ricerca europea iWire con focus sulla realtà dei freelance in Italia.
L’indagine è condotta in diversi paesi europei e coordinata da Acta; si tratta di un questionario on line che vuole contribuire a far luce sulla situazione del lavoro professionale autonomo e orientare in modo efficace le politiche dell’UE.
Sicuramente il lavoro sta evolvendo verso una costellazione di nuovi lavori come i freelance, professionisti indipendenti, microimprese spesso poco tutelati. Ulteriori paradossi si celano dietro il regno dell’economia digitale e la zona grigia dei “networker”. Come contrastare queste tendenze e ricomporre le tutele e i diritti dei lavoratori saranno tra le sfide del domani.
Al fianco delle piattaforme cooperative e dei movimenti di consumo critico, citiamo oggi l’esperienza della cooperativa belga Smart, Società Mutualistica per artisti, un progetto non profit che offre risposte concrete e solidali ai bisogni professionali di questi lavoratori.
SMart nasce in Belgio, nel 1998. Da allora, il progetto si é sviluppato in 9 paesi europei, e raccoglie intorno a sé più di 70.000 artisti e freelance.
Chi si avvale dei servizi della SMart a Bruxelles, dove la cooperativa è nata, riceve una vera e propria busta paga dove sono indicati il compenso della prestazione, i contributi sociali e le relative tasse. La cooperativa anticipa il compenso e poi ne esige il versamento dal cliente. I freelancer membri della cooperativa non hanno obbligo di aprire partita Iva, ma si avvalgono di quella della SMart per le proprie fatture, spese e acquisti vari. E c’è di più: sono assicurati sugli infortuni e a loro volta possono assicurare il materiale da lavoro. Grazie a questo sistema, è possibile anche ricevere un sussidio di disoccupazione se non si lavora per un lungo periodo e se si soddisfano i requisiti previsti dalla legge nazionale. Semplificando molto, c’è chi arriva a sostenere che l’idea alla base della cooperativa trasformi un freelancer in un lavoratore a contratto.
E lo sbarco in Italia? SMart è arrivata in Italia all’inizio del 2015 ma la complessa realtà amministrativa italiana ha creato non pochi ostacoli e ad oggi SMart Italia conta circa 600 iscritti. Ma staremo a vedere!

Per restare informati: http://smart-it.org/


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B Corp

Ogni anno, l’intera comunità B Corp si riunisce per un incontro globale denominato “B Corp Champions Retreat”. Quest’anno l’evento, tenutosi dal 3 al 5 ottobre, è stato ospitato dalla città di Toronto e si è focalizzato sul tema dell’“interdipendenza”.
La Certified B Corporation o B Corp è un nuovo tipo di azienda che volontariamente rispetta i più alti standard di scopo, responsabilità e trasparenza. Le B Corp si distinguono vanno oltre l’obiettivo del profitto e innovano per massimizzare il loro impatto positivo verso i dipendenti, le comunità in cui operano e l’ambiente. In questo modo il business diventa una forza rigeneratrice per la società e per il pianeta. Si tratta di una comunità in rapida crescita a livello globale ma anche in Italia.

Sul sito che raggruppa le B corp è possibile trovare interessanti strumenti tra cui il B Impact Assessment, uno strumento online dedicato alle aziende per misurare e gestire il loro impatto positivo sugli stakeholder (dipendenti, comunità e ambiente). Il BIA è nato nel 2007 ad opera del team “B Lab” ed è in costante evoluzione grazie agli incessanti aggiornamenti e ai puntuali feedback degli utenti e degli stakeholder (sono alla quarta versione ma nel gennaio 2019 è previsto il lancio di una nuova revisione). Le società e i fondi che utilizzano la BIA possono essere riconosciuti per la loro performance scegliendo di diventare una società certificata B o Global Impact Investment Rating Rating (GIIRS).
Il team B Lab ha da poco pubblicato anche la versione beta della revisione della “Quick Impact Assessment”.
Cosa è la Quick Impact Assessment?
La Quick Impact Assessment (QIA) è stata lanciata nel 2015 per sensibilizzare le imprese sul tema dell’ “impatto”: l’obiettivo di questo strumento divulgativo è fornire una prima misurazione sulla performance sociale e ambientale dell’azienda ma senza alcuna pretesa di esaustività (la valutazione di impatto richiede infatti un’analisi con oltre 200 domande).
Composta da una selezione di domande prese direttamente dalla B Impact Assessment la QIA è uno strumento “warm up lap”: si basa sugli stessi principi fondamentali del BIA ma non stabilisce il punteggio numerico per la performance della società ma segnala dove l’azienda si colloca al di sopra o al di sotto della media rispetto a imprese simili. La QIA non solo introduce alle aziende i concetti fondamentali legati al potenziale impatto positivo delle loro attività, ma individua anche i potenziali punti di miglioramento e incoraggia le aziende a misurare e gestire le proprie prestazioni in modo più approfondito attraverso la BIA.


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