Category Archives: Benessere

Warka Water

Si apre a Roma il 21 maggio l’edizione 2019 del Festival dello Sviluppo Sostenibile, organizzato da ASviS.
Il Festival durerà 17 giorni: fino al 6 giugno si terranno in tutto il Paese centinaia di eventi collegati agli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030

Tra i temi in programma l’accesso all’acqua.

Su questo tema ci piace ricordare alcune soluzioni che ci spingono a credere che possiamo cambiare invertire il trend.

Grazie a Kickstarter nel 2017 è stata finanziata la realizzazione dei primi prototipi di Warka Water, una torre intrecciata di bambù, nylon e bioplastica che cattura l’umidità nell’aria facendola ricadere in secchi, come acqua.
Un progetto ambizioso e una soluzione innovativa proposta dal team di Arturo Vittori, che ha realizzato il prototipo di un sistema per la produzione d’acqua a basso costo e realizzato con materiali naturali come il bambù, canapa e plastiche biodegradabili.
Fa 100 litri di acqua al giorno. Si chiama Warka Water ed è una sorta di albero che toglie la sete. Produce acqua, in Etiopia, regione del mondo in cui la siccità è molto diffusa e dove la grave crisi alimentare ha toccato nel 2016, secondo un rapporto Onu, oltre 10 milioni di uomini, donne e bambini.
In un anno dalla sua messa in opera nell’area di Dorze, Warka Water ha già prodotto più di 30mila litri d’acqua.
Alto 10 metri, pesante solo 60 kg, ecosostenibile e costruito con materiali ecologici e facilmente reperibili come nylon, giunchi di bambù e bioplastica, Warka Water si basa sul principio della condensazione dell’aria, sfruttando l’escursione termica giorno-notte che in Africa è molto accentuata. La struttura cattura infatti rugiada, nebbia e minuscole particelle di umidità, trasformandole in acqua potabile.
Ma altre innovazioni hanno rivoluzionato i sistemi idrici: droni e microonde per controllare le perdite nei condotti, ghiaccio per la pulizia dei condotti, raggi Uv per la sterilizzazione.


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Sense of Home

Il 24-25 gennaio a Bruxelles si terrà la conferenza “Social Innovation for Refugee Inclusion: A Sense of Home” (terza edizione) promossa dall’European Economic and Social Committee (EESC).
L’evento metterà in luce come alcune innovazioni nell’edilizia abitativa, nel community building e nel lavoro vadano oltre le necessità di base per creare un senso di “casa”. Si discuterà il ruolo dell’abitazione come la porta centrale per l’inclusione dei rifugiati in contesti sia urbani che rurali.

A distanza di anni dalla crisi migratoria del 2015/16, molti Paesi stanno passando dalla gestione delle crisi all’inclusione a lungo termine delle popolazioni di migranti e rifugiati. Gli attori non tradizionali – dalle imprese sociali alle iniziative di progettazione urbana – su entrambe le sponde dell’Atlantico stanno sperimentando nuovi modi per promuovere l’inclusione sociale.

La conferenza esplorerà come le innovazioni abitative possono creare legami sociali, creare comunità di sostegno, stabilire una solida base per le opportunità economiche e favorire un senso di appartenenza e di casa.
La prospettiva dei progettisti urbani, delle ONG e dei rifugiati sarà l’elemento protagonista della conferenza.
Una selezione di sessioni di approfondimento consentirà ai partecipanti di approfondire la conoscenza con temi e pratiche chiave, come le innovazioni di co-housing e come definire il successo.

Intanto tra le buone prassi che stiamo monitorando su questi temi c’è il progetto S.A.L.U.S W SPACE a Bologna, il cui obiettivo è l’inserimento nel contesto locale di un centro di ospitalità, lavoro, welfare interculturale e benessere in senso lato.
L’intervento si caratterizza come cantiere per l’innovazione sociale, attraverso un processo di progettazione partecipata (co-design) ed una forte impronta di Welfare generativo e interculturale. Prevede la definizione, attraverso un percorso partecipato, del “concept” del progetto, che comprende tutti gli aspetti del benessere, inteso come benessere psico-fisico, sperimentazione di nuove forme di abitare, spazi verdi, ideazione di percorsi di start up di imprese creative in ambito artistico e artigianale.
Il percorso è partito con un processo di progettazione sociale condivisa con il territorio (Consiglio di Quartiere, abitanti e stakeholders), e si sta realizzando un “Think tank” del Welfare interculturale per costruire soluzioni possibili e innovative di accoglienza e di ospitalità basate sul modello di inclusione sociale attiva. Nella seconda fase si prevede la creazione di équipe professionali di artisti, artigiani e manutentori in grado di gestire la struttura al suo completamento e di offrire servizi al territorio. In questa fase si sta realizzando un percorso di accompagnamento alla autoimprenditorialità dei migranti e rifugiati per la realizzazione di start-up di imprese sociali.
Insomma un progetto che vale la pena tenere d’occhio, sicuramente porterà belle sorprese!


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Il segno della Cicala

Category : Benessere , Cura , Sociale

Torniamo su un argomento già trattato per presentare una nuova buona prassi.
Si tratta del “Centro Antonio Doria” ALPADE (Alzheimer Parkinson e Demenze), nato senza finanziamenti pubblici, frutto di una sperimentazione voluta dall’Amministrazione comunale ai piedi della Sila catanzarese, nel borgo di Cicala.

Tra castagneti, vigneti ed un pugno di case che ospitano circa 900 anime, è nato il Centro diurno per malattie neurodegenerative. Un luogo di aggregazione, di interessi, di scambi culturali ed attività che rendono meno tristi le ore alle 15 persone ospitate che hanno anche l’opportunità di fare quattro passi tra le viuzze del borgo.

Per questo i 17 negozianti hanno intrapreso un corso di formazione di cinque mesi su come parlare e relazionarsi con loro. Una sorta di «tirocinio comportamentale» che aiuta il dialogo. Per chi ha smarrito la memoria infatti esiste adesso una nuova tecnica che allontana i farmaci per far posto a un approccio di tipo esistenziale.
Questo metodo, unico in Italia, si chiama Teci (Terapia espressiva corporea integrata) e mira a creare, attraverso la simbologia di queste persone, dei «ponti» di comunicazione ancora possibili che permettono di raggiungere chi, affetto da demenza, non può più relazionarsi all’altro in modo convenzionale, perché la sua facoltà di linguaggio è stata compromessa dalla malattia.

Il Comune è partner del progetto che ha un respiro europeo – si chiama Dementia Friendly Community Italia – avviato in Italia dalla Federazione Nazionale Alzheimer e in origine lanciato dall’Alzheimer’s Society del Regno Unito, pioniera dell’organizzazione di Dementia Friendly Community in Europa.

Pochi farmaci e tanta integrazione.

“Umanizzare le demenze”, è la parola chiave, tentando di allontanare quanto più possibile il ricorso ai medicinali e offrendosi a un approccio di tipo esistenziale.


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