Category Archives: Cura

COndiVIDere col COVID

Tags :

Category : Benessere , Cura , Innovazione , Sociale

In tempo di emergenza e di distanziamento sociale le comunità si ripensano e si ripropongono. Tra i progetti capaci di dare risposte immediate ai nuovi bisogni ricordiamo LULU DANS MA RUE, un’iniziativa che ha ispirato Edicola 2.0 a Milano, Mani-man a Genova, Portineria 14 a Milano, Cocodé provincia di Novara. LULU DANS MA RUE dal 2015 propone la portineria di quartiere con l’obiettivo di aiutare i cittadini a risolvere piccoli problemi quotidiani in modo accessibile e offrire opportunità lavorative a persone disoccupate con competenze manuali. In tempo di Covid il servizio si è trasformato portando beni di prima necessità e offrendo piccoli lavori di riparazione a domicilio per le persone del quartiere.

Un altro interessante è stato messo in campo da Shareradio, una radio che da sempre promuove una cultura della salute mentale e lavora per la lotta allo stigma lavorando lavorare per l’espressione della soggettività attraverso lo strumento radiofonico. In tempo di COVID nel Podcast ‘Radio Piazzetta’ si raccolgono contributi di chi è costretto a passare questo periodo di quarantena in
strada o in situazioni di estrema difficoltà. Continuano anche i messaggi e le riflessioni di operatori sociali e volontari, il tutto accompagnato dalla musica.

Per contrastare il digital device c’è invece il progetto “famiglie unite e connesse” promosso dall’IC Manzoni, che ha costruito una solidarietà di vicinato per superare il divario tecnologico e permettere agli studenti di fruire della didattica a distanza. Compilando nome e contatto ci si rendere disponibili entro il proprio condominio a donare/ricevere rete per un’uguaglianza digitale.

 

 


Co(im)munità

Come sempre il nostro obiettivo è mettere a fattor comune buone prassi, idee innovativi e sostenibili, per attivare nuovi e generativi spazi di cambiamento. Vi proponiamo quindi di andare a curiosare in alcuni siti che hanno attirato la nostra attenzione. Si tratta di siti “generosi” che condividono strumenti e pensieri nella logica open che piace a noi.

Il primo di cui vi parliamo è “community toolkit”. Sul sito si legge “le comunità, se ben progettate, sono per noi i servizi di oggi e di domani. Aiutare a farle crescere e a renderle sostenibili nel tempo è il nostro obiettivo”.  E di fatto il team di community toolkit mantiene la parola visto che non solo hanno disegnato gli strumenti per attivare, prototipare, far crescere e gestire community, ma li hanno anche resi disponibili e scaricabili online. Tra gli interessanti strumenti menzioniamo la governance map e l’openness canvas.

Un altro nutrito team che ci è piaciuto è quello di PACO Design Collaborative che mette a disposizione un Libro guida con metodi e strumenti di co-progettazione per lavorare con le comunità emarginate e aiutarle a diventare agenti attivi di cambiamento nel loro ambiente. Tanti gli strumenti che, adattati alle comunità e ai contesti, possono dare spunti interessanti per attivare partecipazione e ideare trasformazioni.

Più teorico ma sempre interessante è il manuale proposto dal Collective Impact Forum nel 2017.

Infine ci pace l’idea di parlare di un progetto che a lungo ha ispirato il nostro operato, Make Sense, un network internazionale che propone un approccio partecipativo all’interno delle comunità per il monitoraggio ambientale collettivo. Il report sintetizza i principali risultati di un seminario di coprogettazione promosso dalla comunità Making Sense e propone una serie di principi e raccomandazioni per condurre un approccio partecipativo all’interno di contesti di coinvolgimento comunitari.


  • -

Il segno della Cicala

Category : Benessere , Cura , Sociale

Torniamo su un argomento già trattato per presentare una nuova buona prassi.
Si tratta del “Centro Antonio Doria” ALPADE (Alzheimer Parkinson e Demenze), nato senza finanziamenti pubblici, frutto di una sperimentazione voluta dall’Amministrazione comunale ai piedi della Sila catanzarese, nel borgo di Cicala.

Tra castagneti, vigneti ed un pugno di case che ospitano circa 900 anime, è nato il Centro diurno per malattie neurodegenerative. Un luogo di aggregazione, di interessi, di scambi culturali ed attività che rendono meno tristi le ore alle 15 persone ospitate che hanno anche l’opportunità di fare quattro passi tra le viuzze del borgo.

Per questo i 17 negozianti hanno intrapreso un corso di formazione di cinque mesi su come parlare e relazionarsi con loro. Una sorta di «tirocinio comportamentale» che aiuta il dialogo. Per chi ha smarrito la memoria infatti esiste adesso una nuova tecnica che allontana i farmaci per far posto a un approccio di tipo esistenziale.
Questo metodo, unico in Italia, si chiama Teci (Terapia espressiva corporea integrata) e mira a creare, attraverso la simbologia di queste persone, dei «ponti» di comunicazione ancora possibili che permettono di raggiungere chi, affetto da demenza, non può più relazionarsi all’altro in modo convenzionale, perché la sua facoltà di linguaggio è stata compromessa dalla malattia.

Il Comune è partner del progetto che ha un respiro europeo – si chiama Dementia Friendly Community Italia – avviato in Italia dalla Federazione Nazionale Alzheimer e in origine lanciato dall’Alzheimer’s Society del Regno Unito, pioniera dell’organizzazione di Dementia Friendly Community in Europa.

Pochi farmaci e tanta integrazione.

“Umanizzare le demenze”, è la parola chiave, tentando di allontanare quanto più possibile il ricorso ai medicinali e offrendosi a un approccio di tipo esistenziale.


linkedin
Facebook
Facebook