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Category : Benessere , Cura , Sociale

Torniamo su un argomento già trattato per presentare una nuova buona prassi.
Si tratta del “Centro Antonio Doria” ALPADE (Alzheimer Parkinson e Demenze), nato senza finanziamenti pubblici, frutto di una sperimentazione voluta dall’Amministrazione comunale ai piedi della Sila catanzarese, nel borgo di Cicala.

Tra castagneti, vigneti ed un pugno di case che ospitano circa 900 anime, è nato il Centro diurno per malattie neurodegenerative. Un luogo di aggregazione, di interessi, di scambi culturali ed attività che rendono meno tristi le ore alle 15 persone ospitate che hanno anche l’opportunità di fare quattro passi tra le viuzze del borgo.

Per questo i 17 negozianti hanno intrapreso un corso di formazione di cinque mesi su come parlare e relazionarsi con loro. Una sorta di «tirocinio comportamentale» che aiuta il dialogo. Per chi ha smarrito la memoria infatti esiste adesso una nuova tecnica che allontana i farmaci per far posto a un approccio di tipo esistenziale.
Questo metodo, unico in Italia, si chiama Teci (Terapia espressiva corporea integrata) e mira a creare, attraverso la simbologia di queste persone, dei «ponti» di comunicazione ancora possibili che permettono di raggiungere chi, affetto da demenza, non può più relazionarsi all’altro in modo convenzionale, perché la sua facoltà di linguaggio è stata compromessa dalla malattia.

Il Comune è partner del progetto che ha un respiro europeo – si chiama Dementia Friendly Community Italia – avviato in Italia dalla Federazione Nazionale Alzheimer e in origine lanciato dall’Alzheimer’s Society del Regno Unito, pioniera dell’organizzazione di Dementia Friendly Community in Europa.

Pochi farmaci e tanta integrazione.

“Umanizzare le demenze”, è la parola chiave, tentando di allontanare quanto più possibile il ricorso ai medicinali e offrendosi a un approccio di tipo esistenziale.


Roots of Empathy

Dal 15 al 18 febbraio più di 80 giovani, pionieri e audaci visionari provenienti da più di 40 scuole, si sono riuniti per re-immaginare il sistema di istruzione USA promuovendo l’empatia nelle scuole. L’evento, Ashoka’s #StartEmpathy, è stato promosso all’interno del programma Scuole Changemaker, una iniziativa che consente a tutti gli studenti di diventare protagonisti attivi del cambiamento.

Ahoka è da diversi anni impegnato nell’iniziativa “Empathy”, una piattaforma collaborativa per imprenditori sociali, educatori e cittadini, per contribuire alla creazione di un mondo in cui ogni bambino possa praticare l’empatia. L’empatia gioca infatti un ruolo cruciale nei processi innovativi, nello sviluppo della proattività e nella risoluzione di problemi sistemici.

Già nel corso del meeting parigino del 2011 i changemakers di Ashoka discutevano progetti estremamente concreti come quello di Mary Gordon, ideatrice di “Roots of Empathy” un programma sperimentato in Canada per arginare il fenomeno dei suicidi e il bullismo nelle scuole.
Mary Gordon e la sua associazione Roots of Empathy dal 1996 porta nelle classi elementari, prima nel suo paese, poi in Stati Uniti, Nuova Zelanda, Inghilterra, un neonato di tre mesi con la sua mamma o papà.

La famiglia si siede su un tappetino verde (è fondamentale) in mezzo alla scolaresca. Una volta al mese, per un’ora. Vedere il neonato, l’amore e l’attenzione tra lui e la mamma, ha curato, aiutato, centinaia di bambini e ragazzini con problemi di affettività e rapporto con i coetanei. Ha riattivato kit elementari di amore, attenzione e rispetto. “Il neonato agisce come una calamita addolci-cuore”. Mary Gordon racconta come il suo lavoro di educatrice le avesse fatto capire che: “La violenza domestica in tutti gli aspetti era provocata dalla carenza di empatia nei genitori”. Mary ha cercato di spezzare il cerchio. Questo è stato il fondamento di The Roots of Empathy.
Il 26 e 27 aprile a Toronto si terrà il 6 ° Simposio Internazionale promosso da Root of Empaty. Due giorni illuminanti e stimolanti sulle ultime novità nei campi della neuroscienza, psicologia e sociologia.


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Si può fare

Una sedia a rotelle interamente pilotata con il movimento degli occhi?
Una tromba suonata con un joystick?
Un quadro osservato al buio con un percorso multisensoriale?
Tutto vero…

Basta entrare nel sito di Informatici Senza Frontiere per sentirsi sbattere in faccia (con leggerezza) il vero significato di innovazione sociale.

“La musica è parte di me, è un organo vitale, aver ripreso la mia tromba è come aver recuperato un pezzo del mio cuore”. Il musicista Vincenzo Deluci è tornato a suonare la tromba che utilizzava nei concerti prima dell’incidente del 2006 che lo ha reso tetraplegico

Un joystick per abbassare i pistoni e un team di informatici per dare fiato alla sua tromba come faceva sul palco con Dalla.

Al progetto hanno lavorato assieme a ISF l’associazione AccordiAbili, l’azienda di automazioni Cosmapack, e il team del progetto eMotion, attualmente impegnato nella costruzione di un clarinetto.

 

Nel 2013 Giuseppe Alboré nel 2013 con una tesi di laurea per la quale ISF ha svolto il ruolo di tutor, ha prototipato IMA il modulo di ISA che permette di pilotare una sedia motorizzata mediante Eye Tracking, ovvero il movimento delle sole pupille in modo da restituire una mobilità autonoma alle persone impossibilitate al movimento ed alla parola. Un prototipo con interfaccia Arduino che potrebbe essere ancora migliorato, secondo ISF, dotandolo di schermo flessibile trasparente, di supporti per il monitor, di un computer più potente, ma soprattutto creandone uno standard riutilizzabile su più tipologie e marchi di wheelchairs. Per chi si vuol fare avanti…

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Infine Sensoltre, percorso multisensoriale al buio tra quadri tattili realizzato da ISF, con l’ausilio della tecnologia NFC (comunicazione in prossimità).
Qui Arte, Musica e Tecnologia si fondono in uno stesso momento, creando una nuova ed emozionante realtà espositiva.
Proviamo a chiudere gli occhi e facciamoci guidare dalle nostre mani, dall’ascolto in cuffia di voce e musica, pronti ad immergerci in una dimensione spaziotemporale unica. Un’occasione speciale, che accosta vedenti e non vedenti a nuove forme d’espressione artistica.

Per informazioni scrivete a info@informaticisenzafrontiere.org


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