Category Archives: Genere

Libere

Bastano dei teli, una borsa e un mantello per disegnare la libertà? Questa è la scommessa che la Cooperativa Alice ha lanciato nel gennaio 2014.

Free-ty una linea di accessori fresca e sportiva che ha nel semplice telo per maratoneti (quello per rimanere caldi alla fine della corsa) il proprio simbolo

Non si tratta di liberare Tyvek, marchio registrato di Dupont e materiale base per i prodotti Free-ty, ma di esprimere la libertà di ognuno  con una bandiera personale che inneggia a vittorie, emozioni e stili di vita positivi. L’altro lato della medaglia è legato alla libertà che le detenute dei carceri di San Vittore e Bollate (MI) riescono a conquistare grazie al vicendevole impegno, loro e della cooperativa Alice, nell’imparare e insegnare il mestiere sartoriale.

Il Tyvek, in questo caso, è la pagina bianca su cui scrivere la vostra storia e il foglio su cui  è incisa con ago e filo quella delle detenute che hanno confezionato sartorialmente tutti i prodotti Free-ty: teli, borse e mantelle sono i tre prodotti sviluppati.

La prima borsa ad ispirare il progetto Free-ty era un prototipo di shopper collassabile dimenticato, ma non troppo, che aspettava di essere utilizzato (Design Sara Savian). Una volta migliorata e resa riproducibile è stata stampata e realizzata in versione Big e Small, completa di custodia esterna rotonda.

Il cerchio è il fulcro della filosofia di Free-ty che vuole allontanarsi dal concetto di sbarre e reclusione e si avvicina a quello di comunità e umanità. Dal cerchio è nata la mantella poncho la cui tasca si trasforma in una comoda custodia, una soffice bolla di Tyvek. La mantella bike mantiene lo stesso concetto del poncho, varia la lunghezza mentre la sagomatura delle spalle la rende più ergonomica.

Tutti i prodotti verranno proposti in vendita a breve sul sito internet www.free-ty.it dove al momento si possono trovare alcune informazioni.


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Môm’artre

Un servizio di conciliazione che crea occupazione, favorisce lo sviluppo di creatività ed empatia nei piccoli e sostiene madri single nella vita sociale, lavorativa e genitoriale.

Nelle scuole elementari in Francia le attività scolastiche terminano alle 16.30. A questa ora i bambini possano tornare a casa oppure restare a scuola sino alle 18, dove è garantita la custodia e qualche attività organizzata. Le scuole sono sempre chiuse il mercoledì. In Francia -come in Italia- le famiglie che possono permetterselo si affidano dopo le 16.30 e il mercoledì a babysitter o a strutture che  garantiscono la logistica e le varie attività extrascolastiche come sport, musica o arti per i loro bambini.

Nelle altre famiglie invece i bimbi tornano a casa da soli alle 18. A casa restano da soli o con i fratelli o sorelle sino all’arrivo del genitore. Questo problema è particolarmente sentito dai genitori single, che rappresentano il 35 per cento delle famiglie nella zona di Parigi e quasi il 20 per cento nel resto della Francia. E’ evidente che le famiglie monoparentali hanno un doppio svantaggio in confronto alle famiglie “tradizionali” in quanto – in assenza di servizi per l’infanzia- i problemi e i carichi di cura ricadono esclusivamente sulla sfera lavorativa del genitore influenzando negativamente l’unica fonte di reddito o addirittura costringendo alla disoccupazione.

Chantal, madre single di due bambini,  ha avuto un’idea creativa : sfruttare gli spazi inutilizzati dedicati dall’edilizia pubblica per progetti sociali, impiegando alcuni dei 6.000 artisti disoccupati a Parigi. Ha creato degli spazi in cui bambini di diversa estrazione socio-economica possono sviluppare la loro creatività, empatia e capacità attraverso attività artistiche. Sfruttando le risorse della sua comunità ha sviluppato “Môm’artre”, un doposcuola multidisciplinare sostenuto dalle famiglie, secondo delle tariffe proporzionali al reddito familiare.

Attraverso Môm’artre , Chantal pone un focus specifico sul sostegno alle madri,  affinché mantengano il posto di lavoro o trovino un’occupazione . Môm’artre inoltre offre alle madri l’opportunità di lavorare sulla propria situazione e rafforzare i legami all’interno della  comunità. Toolkit, gruppi di auto -aiuto , corsi di alfabetizzazione e workshop mirati, permettono di gestire la complessità della loro vita e avere successo come madri lavoratrici.

Le attività extrascolastiche spaziano dal teatro, al canto, allo strumento, alla pittura, ai laboratori creativi. Ci sono anche delle sessioni sportive. Môm’artre è aperto per i ragazzi dal lunedì al venerdì dalle 16.30 alle 20.00, il mercoledì dalle 8 alle 19 e durante le vacanze scolastiche. Per i genitori è aperto in orari d’ufficio.

Vai al sito http://www.momartre.net

 

(L’articolo è riportato integralmente anche sul sito Smallfamilies, organizzazione nazionale con cui Sociopratiche collabora stabilmente)


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#dayofthegirl

Nonostante oggi più ragazze che mai frequentino la scuola primaria, 31 milioni di bambine in età scolare ne sono ancora escluse.

Il tema della Giornata Internazionale delle Bambine indetta dall’Unicef e dalle altre agenzie dell’ONU di quest’anno è l’innovazione nell’istruzione femminile. Un uso intelligente e innovativo della tecnologia, delle politiche e delle partnership e, più di tutto, il coinvolgimento delle bambine e delle ragazze, sono fattori importanti per superare gli ostacoli all’istruzione femminile e per il raggiungimento di risultati concreti.

L’innovazione ha il potere di imprimere un cambiamento nell’accesso scolastico, nei programmi e nell’offerta didattica, rafforzando la partecipazione, l’apprendimento e l’empowerment delle bambine.

In Sudafrica, per affrontare le lacune nelle competenze in scienza, tecnologia e ingegneria, e per incoraggiare le ragazze ad impegnarsi maggiormente in questi campi, il programma Techno Girl individua le giovani che si trovano in scuole svantaggiate e le inserisce in programmi di tutoraggio aziendale e in iniziative per lo sviluppo di competenze. Conoscenza, pratica e empowerment.

L’innovazione può assumere diverse altre forme, così come un uso intelligente e creativo della tecnologia per l’innovazione nelle partnership, nelle politiche, nell’utilizzo delle risorse e nella mobilitazione comunitaria.

È lampante che sia necessario un nuovo modo di pensare per colmare i divari che ci separano dagli obiettivi globali su istruzione e uguaglianza di genere.

Guarda il video che Kate Perry, ambasciatrice dell’Unicef. ha girato in occasione della Giornata Internazionale delle Bambine.


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