Quando il WC è innovativo: Tech Awards 2012

Quando il WC è innovativo: Tech Awards 2012

Sono oltre 1400 i partecipanti attesi per la dodicesima edizione dell’annuale gala del The Tech Award, il prossimo 15 novembre in Silicon Valley.

The Tech Awards seleziona e premia le innovazioni che utilizzano la tecnologia per apportare benefici all’umanità. Si premiano sia nuove invenzioni che usi innovativi di tecnologie già esistenti.

The Tech Awards nasce da un’idea del Tech Museum  in collaborazione con il Centro per la Scienza, Tecnologia e Società della Santa Clara University. Dal 2001 sono state premiati 245 idee.

Le invenzioni premiate sono di diverso genere: dalla “valigia solare” salva vita alle costruzioni antisismiche o all’ideazione di strumenti educativi per combattere l’analfabetismo. Vai alle idee premiate.

Prendiamo a titolo esemplificativo l’idea di Cora Sayre, dalle Filippine.  Più di 2 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso a servizi igienici. Cora ha inventato un WC a basso costo utilizzando materiali locali, creando così compostaggio Il risultato è un miglioramento della qualità delle acque, ridotto rischio di infestazione da parassiti e di malattie diarroiche, oltre alla produzione di prezioso fertilizzante dai “rifiuti umani”.

Le candidature per The Tech Awards 2013 saranno aperte a partire dal settembre 2012. Possono partecipare alla competizione persone, organizzazioni senza scopo di lucro e società profit.

Vai al sito del Tech Awards


Comunitario o condiviso?

Comunitario o condiviso? Non importa purchè sia un orto! Siamo a Milano, ma potremmo essere alla Garbatella, a Budrio, a Barcellona, Berlino o Londra.

La città si popola di contadini. Ogni fazzoletto di terra trascurato è sapientemente recuperato per creare giardini e orti. Non è un’attività che si muove sulla volontà e la passione di un singolo. E’ il risultato della voglia di cittadini e cittadine di riappropriazione di territorio, del tempo del sé e della socializzazione non mediata.

E’ un fenomeno in continua espansione, un po’ anarchico, un po’ strutturato. Molto sociale.

Non parliamo di progetti specifici per non far torto a nessuno. Son tutti buoni progetti.

Vogliamo però far comprendere il senso di queste attività e si capisce ascoltando queste persone.

Un grazie al Giardino degli aromi di Milano e uno a Lorenzo Faggi e a Ruggero Longoni che hanno girato e ideato questo video.

 


Conoscenza condivisa: verso la città del sapere

L’obiettivo è la condivisione del sapere e del “saper fare”: trasmettere conoscenze e maturare competenze.

Trade school è una realtà che crea corsi autorganizzati basati sul baratto. Il progetto nasce a New York da un gruppo di ragazzi e ragazze che ha deciso di intraprendere questa strada nel 2010.

Il progetto pilota è partito con una raccolta fondi attraverso Kickstarter. Sono stati raccolti più di 9000 $ in pochi giorni. Gurda il video della presentazione del progetto fatto per la raccolta fondi.

“Trade School celebra la conoscenza pratica, il rispetto reciproco e la natura sociale dello scambio”

Questa è la frase con cui si presenta la Trade School di Milano. A Milano l’esperienza della Trade School è partita l’anno scorso: nel maggio 2011 nella sede di The Hub  si sono tenuti 19 corsi che hanno coinvolto oltre 200 persone.

Come funziona?

Chi ha qualcosa da insegnare, un sapere, un mestiere, un oggetto, una lingua propone un corso e chiede in cambio un oggetto, un’idea, una lezione di qualcosa, della musica, un vestito a qualsiasi altra cosa… Nel sito della Trade School è possibile proporsi come insegnanti, compilando un form in cui indicare titolo e tema della lezione, una piccola biografia e le cose che si desidera ricevere in cambio.

Chi vuole partecipare al corso deve iscriversi e deve dichiarare cosa porta in cambio tra le cose richieste dall’insegnante. Sul sito è presente il calendario delle e il form d’iscrizione.

Quindi nessuno paga per partecipare ad una lezione, nessuno viene pagato per tenere una lezione, ma tra insegnanti e studenti avviene uno scambio

Le lezioni possono avere qualsiasi argomento, da come si costruisce un tavolo a come si cucina una zuppa, a come trovare una casa.

A Milano la scuola è partita grazie alla volontà di tre progettisti: Danila Pellicani designer del prodotto, Serena Schimd designer di interni, Alessandro Contini interaction designer, che dopo un’esperienza insieme all’Interaction Design Lab e alla Trade school di New York hanno deciso di avviare il progetto a Milano. Nell’edizione 2011 di Trade School Milano si è aggiunta al team di progettazione Elèna Beatriz Olavarria Dallo, studentessa di design e project manager.

Dal 8 al 31 maggio 2012 i corsi sono ospitati da ACCURAT /3 in via Lanza 3.

Trade School è già una buona prassi perché attribuisce il giusto valore al tempo e al sapere e contribuisce alla condivisione sociale della conoscenza, per lo sviluppo di una città solidale.

Vai al sito di Trade School Milano


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