SMart, Società Mutualistica per Artisti

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SMart, Società Mutualistica per Artisti

Pochi giorni fa a Base Milano, nella giornataWork in progress. Storie di nuovo lavoro organizzato da SMart Italia e Acta e in collaborazione con AIR3 e UnBreakFast , si sono presentati in anteprima i risultati della ricerca europea iWire con focus sulla realtà dei freelance in Italia.
L’indagine è condotta in diversi paesi europei e coordinata da Acta; si tratta di un questionario on line che vuole contribuire a far luce sulla situazione del lavoro professionale autonomo e orientare in modo efficace le politiche dell’UE.
Sicuramente il lavoro sta evolvendo verso una costellazione di nuovi lavori come i freelance, professionisti indipendenti, microimprese spesso poco tutelati. Ulteriori paradossi si celano dietro il regno dell’economia digitale e la zona grigia dei “networker”. Come contrastare queste tendenze e ricomporre le tutele e i diritti dei lavoratori saranno tra le sfide del domani.
Al fianco delle piattaforme cooperative e dei movimenti di consumo critico, citiamo oggi l’esperienza della cooperativa belga Smart, Società Mutualistica per artisti, un progetto non profit che offre risposte concrete e solidali ai bisogni professionali di questi lavoratori.
SMart nasce in Belgio, nel 1998. Da allora, il progetto si é sviluppato in 9 paesi europei, e raccoglie intorno a sé più di 70.000 artisti e freelance.
Chi si avvale dei servizi della SMart a Bruxelles, dove la cooperativa è nata, riceve una vera e propria busta paga dove sono indicati il compenso della prestazione, i contributi sociali e le relative tasse. La cooperativa anticipa il compenso e poi ne esige il versamento dal cliente. I freelancer membri della cooperativa non hanno obbligo di aprire partita Iva, ma si avvalgono di quella della SMart per le proprie fatture, spese e acquisti vari. E c’è di più: sono assicurati sugli infortuni e a loro volta possono assicurare il materiale da lavoro. Grazie a questo sistema, è possibile anche ricevere un sussidio di disoccupazione se non si lavora per un lungo periodo e se si soddisfano i requisiti previsti dalla legge nazionale. Semplificando molto, c’è chi arriva a sostenere che l’idea alla base della cooperativa trasformi un freelancer in un lavoratore a contratto.
E lo sbarco in Italia? SMart è arrivata in Italia all’inizio del 2015 ma la complessa realtà amministrativa italiana ha creato non pochi ostacoli e ad oggi SMart Italia conta circa 600 iscritti. Ma staremo a vedere!

Per restare informati: http://smart-it.org/


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Arts Impact Fund

Category : Cultura , Sociale

MeWe360 e uno degli otto progetti finanziati dall’Art Impact Fund di Londra assieme ad altri ambiziosi progetti come quello promosso dal Village Underground e dal Studio Wayne McGregor.
MeWe360 utilizzerà il prestito (£150,000) per acquisire un nuovo edificio più grande e aumentare così il suo programma di incubazione per gli imprenditori creativi. Il nuovo hub si pone l’obiettivo di promuovere e sviluppare gli imprenditori creativi delle minoranze etniche di Soho. MeWe360, un hub creativo fondato nel 2011, ha l’ambizione di trovare e testare nuovi approcci per guidare la diversità nell’arte e nel settore creativo.

LArts Impact Fund è un fondo di circa 7 milioni di sterline che investe nella cultura. L’arte e la cultura svolgono un ruolo essenziale nella vita quotidiana: ci ispirano, ci sfidano e ci educano.
Il fondo offre finanziamenti rimborsabili alle organizzazioni artistiche. Tra i requisiti richiesti, oltre ad essere organizzazioni inglesi operanti nell’ambito artistico e/o culturale, è avere come mission l’impatto sociale.
Il Fondo investe in progetti con ritorno artistico, sociale e finanziario. Si concentra sia sugli aspetti artistici che su quelli sociali promuovendo l’impatto positivo che l’arte ha sulla società.
Ad oggi arrivano a 16 i progetti culturali finanziati nel 2017 dal Arts Impact Fund, per un totale di oltre 5,4 milioni di sterline impegnati.

A fine settembre è prevista la prossima commissione per stanziare i fondi rimanent

Get in touch!


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Officine Grandi Riparazioni

Category : Cultura

Con l’apertura sabato 30 settembre delle nuove OGR, riqualificate e restituite alla città da Fondazione CRT,  nasce a Torino il Distretto della Creatività e dell’Innovazione, punto d’incontro di mostre, spettacoli, concerti, eventi di teatro e danza, laboratori, start up e imprese innovative. Un luogo che diventa progetto, unico esempio di riconversione industriale in Europa finalizzato a far convivere al proprio interno due anime, quella della ricerca artistica, in tutte le sue declinazioni, e quella della ricerca in ambito tecnologico.
Il progetto richiama a nuova vita le officine come luogo di ideazione e riparazione per l’arte, la cultura, l’innovazione e la tecnologia.
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Le OGR-Officine Grandi Riparazioni rappresentano uno dei più importanti esempi di architettura industriale dell’Ottocento a Torino. Costruite tra il 1885 e il 1895, e adibite fino ai primi anni ‘90 alla manutenzione dei veicoli ferroviari.
Il progetto richiama a nuova vita le officine come luogo di ideazione e riparazione per l’arte, la cultura, l’innovazione e la tecnologia.
Con 90 milioni di euro per il restauro e uno spazio di circa 20.000 mq e 90.000 , le OGR rappresentano il più grande investimento diretto della Fondazione CRT su un unico progetto, oltre che il più grande progetto di venture philanthropy oggi in Europa, orientato alla crescita e allo sviluppo economico, culturale e dell’innovazione del territorio.
L’architettura industriale delle OGR, oggi posizionata nel cuore di Torino (in corso Castelfidardo, a pochi metri da Porta Susa e a 50 minuti da Milano con l’alta velocità) ospiterà, in continua rotazione, mostre, spettacoli, concerti – dalla musica classica a quella elettronica – eventi di teatro, danza e arti performative, laboratori, start up, imprese innovative – dai Big Data al gaming – unendo le idee e i valori della creatività con gli strumenti e i linguaggi delle nuove tecnologie digitali.


Centro per le arti visive e performative e, insieme, centro per la ricerca scientifica, tecnologica, industriale, le OGR funzioneranno da vera e propria “cassa di risonanza” per il tessuto delle realtà culturali e produttive del territorio: queste ultime saranno messe in connessione con le eccellenze internazionali, in un processo di scambio e trasferimento di competenze attraverso importanti collaborazioni con i player dell’arte e dell’innovazione.
Le OGR diventerà un “ponte” tra Italia e USA attraverso l’ospitalità di Best (Business Exchange and Student Training), il programma bilaterale tra Italia e Stati Uniti che offre a laureati e dottorandi di talento under 35 sei mesi di formazione e training nella Silicon Valley. L’obiettivo è di supportarli nello sviluppo di competenze fondamentali per far crescere la loro start up high-tech basata in Italia.
Sabato 30 settembre avrà quindi inizio il Big Bang: due settimane di festa, fino a sabato 14 ottobre, durante le quali le OGR saranno a ingresso libero e gratuito per tutti, con concerti unici accanto a mostre e laboratori dove i protagonisti saranno i bambini insieme agli artisti.
Una valenza non solo artistica ma anche sociale avrà l’allestimento ideato da Patrick Tuttofuoco, che realizzerà, insieme ai bambini ospiti di CasaOZ, un paesaggio futuristico di 2.500 metri quadri liberamente esplorabile dai visitatori. Durante le due settimane i laoratori saranno realizzati con la partecipazione di Zonarte, network che riunisce i Dipartimenti Educazione delle principali istituzioni piemontesi dedicate all’arte contemporanea (Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Cittadellarte-Fondazione Pistoletto, GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Fondazione Merz e PAV-Parco Arte Vivente).


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