In viaggio con Rosetta

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In viaggio con Rosetta

Dal 12 Novembre al 17 Dicembre il WeMake di Milano ospita il progetto In viaggio con Rosetta un laboratorio di robotica e programmazione rivolto alle bambine di terza, quarta e quinta elementare, ideato e organizzato da Bet She Can.
In viaggio con Rosetta nasce con l’obiettivo di avvicinare le bambine al mondo dell’astronomia, dell’aerospaziale e della robotica con un linguaggio ludico e affascinante.
A livello mondiale la rappresentanza femminile nel settore aerospaziale è del 25% circa. In particolare, solamente il 10 % degli ingegneri impiegati nel settore sono donne. L’intento di Bet She Can è contribuire a colmare questo divario avvicinando le bambine ai mestieri dell’aerospaziale attraverso questo percorso, e grazie alle testimonianze di professioniste dell’ESA che potranno trasmettere alle partecipanti la passione per il loro mestiere
Nel percorso proposto le bambine rivivranno l’avventura della sonda Rosetta, del suo Lander Philae e della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko attraverso narrazioni, disegni, realizzazioni di piccoli modelli e testimonianze di professioniste dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA)

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Il progetto si articola in 6 incontri di circa due ore l’uno.

I laboratori inizieranno con una panoramica letteraria e mitologica delle comete, con vari esempi e illustrazioni. Si passerà poi a presentare la realtà delle comete (corpi minori del sistema solare, asteroidi).
Seguirà la narrazione dell’incontro tra la sonda Rosetta e la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, illustrandolo attraverso filmati, disegni e modellini. Le partecipanti elaboreranno poi i loro racconti, tra fiaba e mitologia, tra scienza e sperimentazione diretta su modellini.
Nei successivi due incontri, le partecipanti realizzeranno oggetti ispirati all’avventura di Rosetta con materiale di recupero. Dopo un primo progetto su carta, tablet, computer o altro supporto, le partecipanti sceglieranno tra il materiale di recupero proposto e disposto in modo adatto, i componenti occorrenti per realizzare uno dei protagonisti dell’avventura spaziale di Rosetta.
Verranno inoltre presentati piccoli kit robotici mobili, che simulano su un “terreno” disegnato dalle ragazze l’avvicinamento tra Rosetta e la cometa. Questa fase si svilupperà nell’ambito della discussione sul comportamento dei robot e dei loro sensori.
Le partecipanti potranno poi programmare la loro “Rosetta” utilizzando il software Scratch per farla navigare nello spazio e sganciare il Lander. Seguirà un incontro virtuale con alcune professioniste dell’ESA che testimonieranno la loro esperienza nel settore.
Infine, le partecipanti inviteranno famiglie, insegnanti, amiche e amici a vedere le loro Rosetta, presentando i disegni, il programma e i manufatti realizzati durante il percorso


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Le ragazze

La storia di oggi inizia a Cork in Irlanda e finisce a San Francisco. E’ la storia di Ciara Judge, Emer Hickey e Sophie Healy-Thow, tre ragazze di 16 anni della Kinsale Community School.

Le ragazze amano la microbiologia, hanno sviluppato competenze nell’ambito del giardinaggio e hanno un obiettivo: risolvere la crisi alimentare che c’è nel mondo.

Hanno quindi un obiettivo e alcune competenze. Hanno un progetto con un problema da risolvere. Hanno a disposizione anche degli strumenti, messi a disposizione dalla comunità e dalla scuola.

Le ragazze hanno vinto la Google Science Fair 2014 perché il loro progetto ha dimostrato che alcuni batteri che si trovano comunemente in natura, se inseriti nel suolo, aumentano del 74% la produzione di orzo, attraverso un processo di acceleramento sia della germinazione che della crescita della pianta.

Noi favoriamo questo tipo di progettazione. Come?

Con Sociopratiche e Wemake siamo attive sul territorio italiano attraverso progetti volti a consentire alle ragazze (e anche ai ragazzi) lo sviluppo di competenze utili non solo nel corso degli studi ma nell’arco della vita. Il problem solving, la creatività, la programmazione, il rispetto delle consegne, lo sviluppo della capacità critica e l’imparare ad imparare sono infatti metacompetenze utili in qualsiasi contesto. Lo facciamo attraverso il supporto a istituzioni scolastiche, associazioni, centri di aggregazione giovanili e enti pubblici e privati di matrice educativa.

Il movimento maker sta riportando alla luce confronti e dibattiti su teoria e pratica educativa.

Termini come l’apprendimento collaborativo , apprendimento basato su progetti , metacognizione , apprendimento basato sulla ricerca, apprendimento esperienziale sono oggi rispolverati nelle agenzie educative e formative . Le basi rimandano all’approccio pedagogico più conosciuto e promettente: il costruttivismo di Piaget , Vygotskij e Bruner . Il costruttivismo rinasce oggi dalle ceneri delle teorie di Taylor e dei test standardizzati. Il costruttivismo adotta pratiche quali la creatività, il bricolage, l’esplorazione , la costruzione e la presentazione riportando alla ribalta il processo di apprendimento esperienziale.

Un altro riferimento importante nell’impostazione metodologica . data deriva dalla tassonomie proposta da Benjamin S. Bloom, nel 1956, riferita agli obiettivi educativi (area cognitiva e area affettiva). L’approccio rivisto nel 2001 da Lorin Anderson e David Krathwohl, afferma che maggior parte delle abilità. possono essere acquisite e impiegate simultaneamente o senza un ordine preciso. Per raggiungere la padronanza di tutti i domini cognitivi è necessario imparare non solo attraverso il fare , ma anche attraverso la creazione e la costruzione.

Seymour Papert , uno dei fondatori del MIT Media Lab e il primo sostenitore della pedagogia costruzionista , dice: “l’apprendimento avviene meglio quando gli studenti costruiscono la loro comprensione attraverso un processo di costruzione di cose da condividere con gli altri”. Papert aggiunge alla teoria di Piaget un nuovo tipo di costruzione: “le persone costruiscono nuove conoscenze con particolare efficacia quando sono impegnati nella costruzione di prodotti personalmente significativi”.

Attualmente siamo coinvolte in progetto extrascolastico che si svolge in 10 scuole secondarie di primo grado di Milano e dell’Emilia Romagna. Il progetto ha come obiettivo avvicinare le ragazze alla cultura tecnico-scientifica. Il progetto Girls code it better è voluto e finanziato da MAW, un agenzia per il lavoro, che ha condotto un analisi di genere sugli sbocchi occupazionali delle ragazze e ha ritenuto opportuno investire per migliorarne l’occupabilità, fornendo ossia una possibilità di avvicinamento alla tecnologia e alle discipline scientifiche.

Il metodo utilizzato è frutto della ricerca di Lepida scuola di Reggio Emilia e  si ispira alla didattica per Problemi e Progetti di David Jonassen: un modello per l’ideazione e la realizzazione di progetti in gruppo che ha come proprio obiettivo non tanto il prodotto quanto la cura del processo attraverso il quale vengono allenate competenze importanti.

Info: edu@wemake.ccinfo@sociopratiche.org


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Quale futuro per le politiche giovanili a Milano?

La pianificazione delle politiche in una società liquida sono cosa complessa. A maggior ragione se chi fa politiche giovanili soffre di una notevole distanza generazionale, ampliata dalle diverse culture, conoscenze e competenze acquisite negli ultimi 10 anni dalle nuove generazioni.

La Cooperativa Diapason con il Comune di Milano ha accolto una domanda emersa dall’esperienza del MIGeneration Camp alla Fabbrica del Vapore e ha intrapreso un percorso lungo, complicato, discutibile, ma anche interessante, che ha portato alcune proposte alla città.

La prima di queste iniziative partirà a fine febbraio. Si tratta di un’attività di formazione in collaborazione con altre cooperative e associazioni che hanno partecipato al bando sulle Politiche Giovanili del 2013.

 “UNO NESSUNO CENTOMILA: RIPENSARE  E  ATTUALIZZARE  POLITICHE GIOVANILI A MILANO”

 DESTINATARI
Chi per scelta, lavoro e volontariato sta e si occupa di ragazze e ragazzi: coordinatori ed operatori dei CAG del C.T. di Milano,  educatori di cooperative sociali ed associazioni  non comprese nel C.T., funzionari del Decentramento di riferimento per i CAG, responsabili delle Commissioni dei C. di Zona S. Sociali, Cultura, ecc.., operatori dell’Informagiovani comunale, assistenti sociali e psicologi del Servizio Minori e Famiglie, operatori delle Biblioteche decentrate, responsabili diocesani degli oratori cittadini, insegnanti di scuole superiori, funzionari Fondazioni  e privati, operatori della ASL, responsabili e volontari dei CSV…ecc

STRUTTURA DEL PERCORSO DI FORMAZIONE :

Obiettivi:

  • socializzare e aggiornare le mappe utilizzate per incontrare e comprendere le differenze e le articolazioni  dei MONDI GIOVANILI, con una particolare attenzione a evidenziarne caratteristiche, specificità, vulnerabilità e risorse;
  • riattraversare criticamente i diversi e più diffusi modelli di intervento che hanno caratterizzato gli interventi delle Politiche Giovanili valutandone esiti generali, implicazioni, adeguatezza, rispetto ai cambiamenti intercorsi negli ultimi 20 anni;
  • immaginare piste progettuali ed orientamenti che, nel rispetto delle differenti prospettive dei soggetti titolari e dei territori di collocazione, costruiscano un campo di investimento riconoscibile e coerente, a favore dei cittadini adolescenti e giovani.

Aree e  Temi – contenuti specifici

  • Adolescenti  e giovani: chi? Rappresentazioni, semplificazioni, tipologie più o meno serie relative a soggetti in movimento/trasformazione;
  • 30 anni di progetti e servizi rivolti ai giovani, tra assistenza, cultura e sport, promozione e prevenzione, disagio e normalità: un bilancio critico.  Immaginari su progettualità rivolte ai giovani, co-costruite  e/o riconosciute rispetto alle attivazioni spontanee dei giovani stessi;
  • Il dialogo intergenerazionale, le scommesse e le fatiche degli adulti, degli operatori , dei politici,che accompagnano nella crescita o si sottraggono nella relazione con ragazzi e ragazze.
  •  I “nativi digitali” e le nuove questioni educative, sociali e culturali poste dalle tecnologie: gli approcci alla conoscenza, alle relazioni, alla costruzione dell’identità personale;
  • Verso generazioni arcobaleno: crescere in città multiculturali, ii ragazzi di origine straniera, le  seconde generazioni, processi identitari e di integrazione

Metodologie formative

Si tratta di aggregare quelle energie ed intelligenze oggi già disponibili su questi temi, per realizzare un  percorso connotato nel senso della ricerca , che metta al centro della sua attività l’investimento conoscitivo e l’interesse per alimentare un tessuto di relazioni tra soggetti, ruoli sociali e professionali, organizzazioni, generalmente rappresentati come distanti.

Attraverso l’utilizzo di strumenti diversi (testimonianze, interviste a soggetti esterni, analisi di esperienze, confronto, contributi teorici, analisi di testi,,..) il gruppo dei partecipanti sarà accompagnato ad esplicitare e reinterrogare riferimenti e rappresentazioni di problemi, vincoli e risorse, per porsi progressivamente in una prospettiva di intervento sufficientemente  integrata ed aggiornata. Sarà favorita l’interazione tra i diversi sguardi di cui sono portatrici le persone, le chiavi di lettura offerte e le esperienze già in essere.

La formazione non è quindi intesa come trasmissione di saperi già elaborati ed organizzati, pronti all’uso, quanto come processo di produzione di pensiero collettivo sull’esperienza e su alcune concettualizzazioni  che saranno messe a disposizione. La costruzione progressiva di un lessico almeno parzialmente condiviso e di alcuni riferimenti per le azioni sarà presidiata attraverso una conduzione attivante, interlocutoria ed orientata a sintetizzare e restituire in progress quanto elaborato, facilitando convergenze.

5 incontri di mezza giornata (9.00-13.00)

  • 25 febbraio,
  • 11 marzo,
  • 19 marzo,
  • 2 aprile,
  • 22 aprile.

SEDE: Informagiovani, via Dogana, Milano  (MM Duomo Linea 1)

CONDUTTORI, FORMATORI ED ESPERTI

  • Conduzione complessiva:
    Barbara Di Tommaso, formatrice e consulente della Cooperativa Diapason, professore a contratto per l’Università di Milano Bicocca, Dipartimento Scienze Umane e della Formazione, collaboratrice dello Studio APS di Milano, membro della rete nazionale di Animazione Sociale
  • Interventi di:
    Elisabetta Cargnelutti, coordinatrice  della Cooperativa Diapason in  servizi e progetti per adolescenti e giovani, in particolare in contesti urbani multiculturali;
    Elena Masiello, educatrice della Cooperativa Diapason, gruppo Politiche Giovanili del CNCA
    Altri esperti e testimoni in via di definizione

OUTPUT  ATTESI
Indicativamente  e coerentemente con la filosofia delle azioni di sistema in corso:

  • conoscenze condivise utilizzabili
  • connessioni con nuovi  partner strategici
  • nuove progettualità
  • creazione di  un nuovo network

Info e iscrizioni: coopdiapason@coopdiapason.it


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