Libere

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Libere

Bastano dei teli, una borsa e un mantello per disegnare la libertà? Questa è la scommessa che la Cooperativa Alice ha lanciato nel gennaio 2014.

Free-ty una linea di accessori fresca e sportiva che ha nel semplice telo per maratoneti (quello per rimanere caldi alla fine della corsa) il proprio simbolo

Non si tratta di liberare Tyvek, marchio registrato di Dupont e materiale base per i prodotti Free-ty, ma di esprimere la libertà di ognuno  con una bandiera personale che inneggia a vittorie, emozioni e stili di vita positivi. L’altro lato della medaglia è legato alla libertà che le detenute dei carceri di San Vittore e Bollate (MI) riescono a conquistare grazie al vicendevole impegno, loro e della cooperativa Alice, nell’imparare e insegnare il mestiere sartoriale.

Il Tyvek, in questo caso, è la pagina bianca su cui scrivere la vostra storia e il foglio su cui  è incisa con ago e filo quella delle detenute che hanno confezionato sartorialmente tutti i prodotti Free-ty: teli, borse e mantelle sono i tre prodotti sviluppati.

La prima borsa ad ispirare il progetto Free-ty era un prototipo di shopper collassabile dimenticato, ma non troppo, che aspettava di essere utilizzato (Design Sara Savian). Una volta migliorata e resa riproducibile è stata stampata e realizzata in versione Big e Small, completa di custodia esterna rotonda.

Il cerchio è il fulcro della filosofia di Free-ty che vuole allontanarsi dal concetto di sbarre e reclusione e si avvicina a quello di comunità e umanità. Dal cerchio è nata la mantella poncho la cui tasca si trasforma in una comoda custodia, una soffice bolla di Tyvek. La mantella bike mantiene lo stesso concetto del poncho, varia la lunghezza mentre la sagomatura delle spalle la rende più ergonomica.

Tutti i prodotti verranno proposti in vendita a breve sul sito internet www.free-ty.it dove al momento si possono trovare alcune informazioni.


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Camerieri della vita

Un evento imperdibile, una serata unica in un nuovo “teatro-ristorante”, aperto per tutti coloro che desiderino appagare il palato e rinfrancar lo spirito.

All’interno di Teatro In-Stabile (II Casa di Reclusione di Milano-Bollate) in uno spazio elegante ed esclusivo, gli attori camerieri – detenuti e non – serviranno un menù completo dall’antipasto al dolce, insaporendo le vivande di un frammento delle loro vite.

La cena, curata da un catering altamente qualificato, sarà arricchita e ravvivata da momenti teatrali e musicali, dispersi tra una portata e l’altra, capaci di proiettare lo spettatore dentro un Cabaret senza tempo, animato da un pianista stralunato, da una cantante dall’ugola d’oro e dai “Camerieri della Vita”, allegri e pasticcioni, malinconici e raffinati, che danzando e sorridendo si prenderanno cura dei loro commensali, giocando ironicamente sulla differenza tra chi serve la vita e chi dalla vita è servito.

Provare a superare le grate del carcere per sedersi a tavola insieme ai detenuti consentirà allo spettatore di vivere un’esperienza eccezionale, e allo stesso tempo di sentirsi parte attiva in quel processo di inclusione e integrazione, necessario, forse indispensabile, per poter finalmente abitare una società più sana e sicura.

 

Camerieri della vita
cena con intrattenimento teatrale
a cura della Cooperativa Sociale Estia

Prossime date:
giovedì 24 ottobre
venerdì 25 ottobre

Luogo:
Teatro In-Stabile
c/o II Casa di Reclusione di Milano-Bollate,
Via Cristina di Belgioioso 120 – Milano

Costo: 40 € a persona

Prenotazione obbligatoria:
Form online all’indirizzo: http://www.cooperativaestia.org/schede/prenotazione-spettacolo

Per info:
www.cooperativaestia.org
estiacultura@cooperativaestia.org
Mobile: 331.5672144
Tel. e Fax: 02.23168216


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Design per il sociale

Nella settimana milanese del design l’ADI organizza una mostra di progetti sociali: si tratta di progetti di design utili alla collettività, alla crescita e al benessere di tutta la popolazione.
In mostra undici iniziative italiane: dalla formazione e dallo sviluppo dei prodotti per le comunità artigiane in situazioni di disagio sociale, alla creazione di laboratori permanenti di oreficeria, confezione e decorazione in Asia, al sostegno alla piccola imprenditoria femminile in Africa, al progetto dell’ambiente urbano per le zone terremotate dell’Emilia, alla comunicazione sui temi più significativi dei nostri tempi, come l’uso corretto della fondamentale risorsa dell’acqua.
Undici esempi di come i designer riescano concretamente svolgere la loro funzione sociale quando mettono le loro capacità progettuali e organizzative a disposizione di chi, nel mondo, da solo non riuscirebbe a sfruttare le competenze professionali tradizionali per affacciarsi sui mercati moderni.
Ma ADI vuole sottolineare l’importanza che attribuisce alla responsabilità sociale del design e delle imprese produttrici in modo duraturo: : nessun prodotto che violi valori etici o sociali merita di essere preso in considerazione per il Compasso d’Oro.

Per questo, dall’edizione 2014, ADI Design Index, il volume che pubblica ogni anno la preselezione degli oggetti destinati a competere per il Compasso d’Oro, comprenderà una nuova categoria, quella del Design per il sociale.

Design per il sociale
9-14 aprile, ADI Associazione per il Disegno Industriale
via Bramante 29, Milano
http://www.adi-design.org

Ingresso libero
Orari:
9 – 13 aprile: ore 10 – 21;
14 aprile: ore 10-18


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