MiGenerationLab

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MiGenerationLab

Nel mese di Ottobre si è avviata la seconda annualità del Piano Giovani del Comune di Milano.
Il Piano risponde ai bisogni del territorio attraverso nuove forme, anche sperimentali, di collegamento con il mondo del lavoro attraverso percorsi formativi e motivazionali indirizzati all’autonomia e all’imprenditività.
Il Comune di Milano, in collaborazione con 18 partner tra cui 3 fablab, 10 enti del privato sociale, 2 associazioni giovanili e 3 Università, propone  percorsi formativi gratuiti dedicati ai giovani studenti e non dai 18 ai 35 anni che non lavorano o che hanno lavori precari.

I 21 percorsi formativi proposti si concentrano sulle nuove tecnologie (ma non solo) e sono finalizzati allo sviluppo di nuove competenze e di idee imprenditoriali in ambiti innovativi.
WeMake, il makerspace di Milano con cui Sociopratiche ha stretti legami di condivisione, fa parte di questo progetto con due percorsi formativi.

  • Make4all – Mettersi in gioco e rispondere a una sfida. Dal 1 al 25 marzo 2016 – Durata: 16 giorni, 80 ore
  • Dall’idea al progetto in un fablab  – Progettazione e realizzazione di un progetto/oggetto nell’ambito della cura. Dal 2 al 17 febbraio 2016 (totali 10 giorni). La seconda edizione del percorso è prevista dal 3 al 18 maggio 2016 – Durata:80 ore

L’inserimento dell’educativa esperienziale in contesti di apprendimento è uno degli obiettivi di WeMake per contribuire al processo di democratizzazione delle tecnologie, alla condivisione della conoscenza e per offrire pari opportunità di crescita a tutti i cittadini.

Per accedere ai percorsi visitare il sito:
http://www.migeneration.it/

http://www.migeneration.it/tutti-i-corsi/dallidea-progetto-nellambito-cura/

http://www.migeneration.it/make-4-all-mettersi-in-gioco-rispondere-sfida/

 

 

 


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Cross-me per l’autonomia. Votatelo!

Migliorare la mobilità autonoma delle persone con disabilità visive nel contesto urbano favorire la loro inclusione sociale grazie alla possibilità di raggiungere più agevolmente il luogo di studio o di lavoro.  Questi sono gli obiettivi del progetto Cross with me: un applicatvo per smartphone in grado di riconoscere le strisce pedonali attraverso la telecamera senza modifiche all’ambiente circostante. Sarà anche in grado di guidare l’utente nell’attraversamento permettendogli di condividere informazioni (lavori in corso, strisce rovinate).

Il progetto è stato presentato nel contest Edison start. Per farlo partire basta votarlo! Vi dovete prima iscrivere e poi cercarlo tra le idee. Quindi cliccate sul cuore.

Il progetto è diviso in 3 fasi principali: (a) Sviluppo del client iOS e della piattaforma cloud (6 mesi) (b) Testing e tuning del sistema (3 mesi) (c) Commercializzazione, comunicazione e marketing (6 mesi) Le fasi (b) e (c) saranno svolte, in parallelo, al termine della fase (a). Dunque la durata totale del progetto è di 12 mesi.

Destinatari del progetto persone non vedenti e ipovedenti che vivono nelle aree urbane e che utilizzano smartphone. L’applicazione permetterà di segnalare alle autorità eventuali situazioni in cui la segnaletica è rovinata, con ulteriore beneficio per tutta la collettività.

 


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Tech: help one, help many

Nel Sudan, un paese ancora inflitto da una delle più lunghe e sanguinose guerre che l’Africa abbia mai conosciuto, si stimano oltre 50.000 amputati, di cui molti bambini. Nel Sudan c’è chi restituisce gli arti a chi li ha persi, stampandoli.

Nel  novembre 2013, Mick Ebeling, fondatore di Not Impossible Fundation, ha sperimentato sui Monti Nuba quello che è probabilmente il primo laboratorio protesico e centro di formazione di stampa 3D al mondo.

E’ il progetto Daniel. Daniel è un ragazzino di 14 anni a cui hanno costruito una protesi. Il progetto ha costituito una équipe locale che, accompagnata dal Dr. Tom Catena, ha progettatato, stampato, costruito e assemblato la prima protesi. Allo stato attuale ne hanno stampate altre due.

La mano di Daniel è il risultato di un “dream team” di innovatori, tra cui l’inventore sudafricano del ROBOHAND, un neuroscienziano australiano del MIT e un californiano proprietario di un’azienda di stampanti 3D.

Il progetto Daniel è il secondo grande progetto della Not Impossible Fundation

Eyewriter , il primo grande progetto, nasce nel 2007 per ridare all’artista Tony Quan la possibilità di ricominciare a “scrivere” l’arte urbana. TEMPT ONE, questo il nome d’arte per i suoi graffiti, è impossibilitato a muoversi perchè affetto da SLA, diagnosticata nel 2003.


Eyewriter è un software open che ha reso possibile a TEMPT, così come ad altre persone colpite da questo terribile male, di continuare a potersi esprimere con la loro arte, non solamente potendo scrivere utilizzando i classici caratteri di scrittura ma di poter realizzare veri e propri progetti complessi come elaborare nuovi font e di disegnare “pezzi” in 3D da poter essere proiettati anche in spazi aperti. Questo software si interfaccia ad una microcamera posta su di una semplice montatura di occhiali. Grazie a Eyewriter dopo 7 anni di paralisi TEMPT è divenuto così pioniere di una nuova comunità fatta di creativi che hanno deciso di non arrendersi alla malattia ma di combattere fino in fondo.

Questa incredibile invenzione nel 2010 ha vinto il premio per essere stata una delle 50 più importanti invenzioni mai realizzate.
Il kit di eyetracking permette ai disabili di poter usare un computer per scrivere, disegnare, twittare ed usare le reti sociali anche in una condizione di paralisi totale.

La Fondazione Not Impossible grazie ad una crescente comunità di maker creativi e hackers promuove e fornisce soluzioni a basso costo su un open-source.

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