SmarTrek, quando il banco è inclusivo…

SmarTrek, quando il banco è inclusivo…

Approccio multidisciplinare e una strategia comune. Questi gli ingredienti per la creazione di uno strumento utile, duttile e intelligente pensato per la promozione di una didattica e una cultura inclusiva.

SmarTrek è un banco multimediale nato per favorire l’inclusione nelle scuole degli studenti con disabilità. Il banco domotico è stato progettato e realizzato dall’Università degli Studi di Firenze, che si è avvalsa delle competenze provenienti da diverse aree scientifiche: pedagogiche (Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia), ingegneristiche (Dipartimento di Ingegneria Industriale) e mediche (CESPD  Centro di Ateneo per lo Studio e la Ricerca per le Problematiche della Disabilità e Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica).

Il progetto (DDF), finanziato dalla Regione Toscana, aveva l’obiettivo di realizzare un dispositivo domotico per il miglioramento dell’apprendimento e dell’integrazione in ambito scolastico di studenti disabili.

Smartrek può migliorare le capacità di scrittura, lettura e memorizzazione dei bambini diversamente abili, favorirne la socializzazione con i compagni di scuola e l’integrazione in classe. Consente l’interazione con la lavagna multimediale della classe attraverso la scrittura, il disegno e l’uso di applicativi, permette la registrazione delle lezioni e la possibilità di rivederne alcune parti.

Il dispositivo è stato progettato per essere ergonomico e integrato con le altre postazioni della classe, in modo da agevolare l’interazione con tutti i compagni.

Il dispositivo è costituito da:

  • un banco ergonomico adattabile in altezza ed inclinazione
  • un PC touchscreen integrato nel banco
  • software per la gestione e la trasmissione dei dati tra SmarTrek e Lavagna Interattiva Multimediale (LIM): BIM Server sulla LIM e BIM Viewer sulla postazione SmarTrek.

Il sistema consente al docente di condividere con lo studente il desktop della LIM, che viene riprodotto sulla postazione di SmarTrek. Su autorizzazione del docente, lo studente ha la possibilità di prendere il controllo del desktop della LIM.

I prototipi sono stati realizzati da una ditta di Empoli, la Ceam, e testati, a partire dalla primavera 2013 in tre scuole di Firenze, Barberino del Mugello e Capannori.

Leggi i documenti relativi al progetto


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#dayofthegirl

Nonostante oggi più ragazze che mai frequentino la scuola primaria, 31 milioni di bambine in età scolare ne sono ancora escluse.

Il tema della Giornata Internazionale delle Bambine indetta dall’Unicef e dalle altre agenzie dell’ONU di quest’anno è l’innovazione nell’istruzione femminile. Un uso intelligente e innovativo della tecnologia, delle politiche e delle partnership e, più di tutto, il coinvolgimento delle bambine e delle ragazze, sono fattori importanti per superare gli ostacoli all’istruzione femminile e per il raggiungimento di risultati concreti.

L’innovazione ha il potere di imprimere un cambiamento nell’accesso scolastico, nei programmi e nell’offerta didattica, rafforzando la partecipazione, l’apprendimento e l’empowerment delle bambine.

In Sudafrica, per affrontare le lacune nelle competenze in scienza, tecnologia e ingegneria, e per incoraggiare le ragazze ad impegnarsi maggiormente in questi campi, il programma Techno Girl individua le giovani che si trovano in scuole svantaggiate e le inserisce in programmi di tutoraggio aziendale e in iniziative per lo sviluppo di competenze. Conoscenza, pratica e empowerment.

L’innovazione può assumere diverse altre forme, così come un uso intelligente e creativo della tecnologia per l’innovazione nelle partnership, nelle politiche, nell’utilizzo delle risorse e nella mobilitazione comunitaria.

È lampante che sia necessario un nuovo modo di pensare per colmare i divari che ci separano dagli obiettivi globali su istruzione e uguaglianza di genere.

Guarda il video che Kate Perry, ambasciatrice dell’Unicef. ha girato in occasione della Giornata Internazionale delle Bambine.


Se dico Rom…

Se dico rom… Indagine sulla rappresentazione dei cittadini rom e sinti nella stampa italiana” è il rapporto di  una ricerca condotta da giugno 2012 a marzo 2013 dai volontari dell’associazione Naga analizzando gli articoli relativi a cittadini rom e sinti,pubblicati su 9 testate giornalistiche nazionali e locali: Corriere della Sera; La Repubblica; La Stampa; Il Sole 24 ore; Il Giornale; Libero Quotidiano; La Padania; La Prealpina; Leggo.

Dall’analisi emerge chiaramente che quasi un terzo degli articoli contengono frasi discriminatorie relative a racconti di intolleranza sociale e discriminazione, seguiti da quelli che fanno emergere una differenziazione tra un “noi” e un “loro”.

Il lavoro svolto evidenzia l’influenza della stampa nella costruzione dell’opinione pubblica rispetto ad un tema e come i giornalisti abbiano, personalmente e professionalmente, una responsabilità e anche un’opportunità: chi scrive dei rom ha la possibilità concreta e quotidiana di contribuire al miglioramento delle loro condizioni sociali ed economiche.

È quindi necessaria, in questa direzione, un’azione positiva e concreta ponendo un’attenzione speciale alla verifica delle fonti, alle associazioni implicite, alle parole utilizzate, alle dichiarazioni riportate.

Un’attenzione al linguaggio ed al contenuto affinché questo traghetti la società e il senso comune verso un’immagine dei rom meno stereotipata, più disponibile ad ascoltare le parole degli stessi rom.

Il Naga

Gli oltre 300 volontari del Naga, con diverse professionalità, ogni anno, garantiscono cure e visite mediche a 15.000 cittadini stranieri irregolari, assistenza legale e sociale a cittadini stranieri, richiedenti asilo, vittime della tortura, rom e sinti; forniscono informazioni sanitarie e sociali alle persone che si prostituiscono e ai detenuti stranieri, in attesa che le istituzioni competenti si facciano carico di loro specifici doveri, come l’accesso alle cure per tutti i cittadini presenti sul territorio. Per questo il Naga ha come fine la sua stessa estinzione, rifiutando ogni forma di sostituzione del volontariato  rispetto alle responsabilità dello Stato. Il Naga completa e arricchisce le proprie  attività con la denuncia, la pressione sulle istituzioni, la comunicazione e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica. L’Associazione Naga si è costituita a Milano nel 1987 e fornisce tutti i propri servizi in modo gratuito, senza discriminazione alcuna.

Scarica il Rapporto

Info: www.naga.it naga@naga.it


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