we make open-design

we make open-design

Dal 10 al 14 aprile il design dai codici aperti e la rivoluzione dei maker entrano in azione al Fuorisalone milanese.

We make open-design è l’evento organizzato da wemake alla galleria area35artfactory in via Vigevano 35. We Make Open-Design consente ai visitatori di toccare con mano alcuni progetti di design interattivo installati per l’occasione a Milano.

Dal 10 aprile saranno installati cinque opere che saranno presentate il 10 aprile con la formula POPUPMAKERS (dalle 19 alle 21). La galleria è visitabile sino al 14 aprile giorno della presentazione milanese della Make Faire Rome (fiera europea dei makers che si svolgerà per la prima volta in Italia in ottobre).

Sono inoltre previsti tre workshop su 3d printing – Low-tech Domotics – Cut and fold.

We Make Open-Design sarà in sinergia e collegamento con la presenza di Officine Arduino con La bottega digitale al Salone Satellite presso la Fiera Milano Rho.

 

Progetti in esposizione:

||| Open Mirror di DigitalHabits

||| MyWall and Lettera di Pietro Leoni

||| Cocktail Machine di Stefano Paradiso, Federico Vanzati, Matteo Loglio, Markus Loder-Taucher

||| Waterlilly di Cesare Griffa

||| Twitter Wall di dotdotdot

 

Riepilogo eventi e workshop:

10 merc: Popupmakers.net con presentazioni di: Habits, Pietro Leoni, Markus Loder-Taucher – h.19-21

11 gio: Workshop di stampa 3d a cura di Wefab – h.14-18

12 ven: Workshop Tinkerkit a cura di Officine Arduino – h.14-18

13 sab: Cut and fold workshop a cura di dotdotdot – h.14-18

14 dom: Brunch Maker Faire Rome con Massimo Banzi (co-founder Arduino), Alessandro Masserdotti (co-founder dotdotdot) e Giorgio Olivero (co-founder todo) – h.11-14

Qui il link all’evento.


Fare, prima di parlare

Muovere una fotocamera a 360°. Affrontare una discesa con sci di legno, come negli anni 20. E come si presenta un atlante materico?

Popupmakers si presenta al suo secondo appuntamento con tre nuove invenzioni.  Tre progetti ottenuti grazie alle conoscenze tecniche ma anche grazie al talento e alla visione di chi le ha ideate.

Dal cilindro di Popupmakers usciranno:

Marianna Milione con il suo Kaleido
E’ un sistema che permette di muovere la fotocamera sia orizzontalmente che a 360° per realizzare time-lapse ma anche altre tipologie di ripresa controllando il movimento sia nella lunghezza che nella rotazione.

Massimo Cutini di ToMake presenta invece Atlante Materico, una mappa delle materie disponibili a costo zero. Materie di scarto della produzione industriale e artigianale che possono essere utilizzate per creare qualcos’altro. Uno strumento per la contemporaneità semplice e che si crea dal basso.

Gabriele Basei con Epoca Ski presenta un’edizione in serie limitata di sci in legno che reinterpreta in chiave moderna lo sci autentico “vecchia scuola” delle Olimpiadi invernali, dagli anni ’20 agli anni ’50.

 

———————–

POPUPMAKERS

PopUpMakers è l’occasione per ogni inventor* di raccontare il proprio prototipo e il proprio progetto.

10 minuti per condividere l’idea, il processo di creazione, gli intoppi e le scoperte del work-in-progress.

15 minuti di domande e risposte, per far emergere punti di forza e debolezza del progetto, per trovarne un’applicazione, per ricevere nuovi spunti.  

Perché presentare la propria invenzione? Per consentire e accelerare connessioni e collaborazioni locali. Per trovare un’applicazione ulteriore.

————————————-

Hashtag su Twitter: #pppmkrs

http://popupmakers.net

20 Marzo dalle 19 alle 21
@ barraA Via Ampere 59  Milano

Ingresso libero.

Per registrarsi all’evento: Eventbrite

————————————-

Altri articoli simili:

C’è da fare…
pentolone
circuito del futuro


Uchaguzi 2013: tra opensource e crowdmapping

La bella notizia è che ci sono state per tutto il giorno lunghe file ai seggi delle presidenziali Kenyane svoltesi ieri. La brutta notizia è che purtroppo le elezioni sono state macchiate di sangue: si contano almeno 17 persone uccise in diverse zone del Paese ancor prima dell’apertura delle urne.

Il paese non è nuovo alle violenze in periodo elettorale. Nel 2008 le notizie relative alle violenze post-elettorali in tutto il Kenya fecero il giro del mondo. Anche per questo motivo molte associazioni, ong ed enti governativi come l’UN-Habitat e l’Unicef, si sono impegnati in campagne di sensibilizzazione e prevenzione alla violenza in vista delle elezioni presidenziali.

Tra le iniziative locali ce ne sono due che meritano particolare attenzione: sono due progetti di crowdmapping organizzate da due ong locali di giovani che vivono in slum differenti di Nairobi.

“Raccogliamo le informazioni che gli abitanti ci forniscono”, racconta Javin presisente di una delle organizzazioni “e in base alla categoria le inseriamo e posizioniamo in una crowdmap”.

Le mappe sono relative agli slum di Kibera e di Mathare a Nairobi. Kibera ha una popolazione di circa 170mila persone mentre Mathare  conta circa 500mila abitanti. Lo scopo della “costruzione delle mappe” è individuare e monitorare disordini e episodi di violenza che potrebbe verificarsi nel periodo delle elezioni per prevenire e gestire le situazioni pericolose.

I due progetti utilizzano la piattaforma Ushahidi per mappare tutto quello che avviene nell’area di interesse prima, durante e dopo le elezioni, e FrontlineSMS per raccogliere i dati tramite dispositivi mobili.  Ushahidi è una Ngo specializzata nello sviluppo di software open source per la raccolta di informazioni, visualizzazioni e mappe interattive ed è nata a Nairobi proprio in seguito ai disordini post-elettorali nel 2008.

La crowdmap è una mappa i cui contenuti sono generati grazie al contributo della comunità locale: un software permette alle persone la segnalazione di eventi e luoghi di interesse su una mappa geografica. Si tratta di vero e proprio crowdsourcing dove è la collettività che crea il contenuto. E’ un sistema di  geolocalizzazione delle informazione.

Nel caso delle elezioni in Kenya le informazioni sono fornite dagli abitanti del posto attraverso SMS, email o Twitter. Le segnalazioni, una volte verificate vengo inserite nella mappa . E’ un momento partecipativo reso accessibile grazie a qualsiasi dispositivo mobile per segnalare la vista di un incendio, di un omicidio, di uno stupro o altri eventi negativi e positivi.
E’ la prima volta che questa tecnologia verrà utilizzata con la finalità per cui è stata concepita.

Vai al sito Voice of Kibera

Vai al sito Voice of Mathare

Per maggiori informazioni vi rimandiamo a due articoli scritti da Elisabetta Demartis, studentessa di Cooperazione allo Sviluppo, che è ora a Nairobi ed è coinvolta nei progetti delle due ong.

articolo su  Sardinia Opendata

articolo su Volontari per lo Sviluppo

 

 


linkedin
Facebook
Facebook