Mindtunes: SI può FA-RE

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Mindtunes: SI può FA-RE

Una band musicale composta da tre disabili motori gravi che suonano grazie al più straordinario strumento: la mente.

Mark Rowland alla batteria, Jo Portois al sintetizzatore e Andy Walker agli effetti white noise. Pur non sapendo suonare nessuno strumento e avendo capacità di movimento estremamente ridotte, sono riusciti a trasformare in musica i propri pensieri e le proprie emozioni.

Guarda il video del progetto Mindtunes

“Concentrandosi su alcuni pensieri specifici le persone possono controllare le proprie emozioni” spiega Castet, esperto in neurotecnologie che ha messo a punto il sistema, “il nostro sistema legge le emozioni, le traduce in onde cerebrali e da lì le trasforma in onde sonore”.  Eppure il sistema non fa solo questo: oltre ad attribuire un suono ai pensieri, le cuffie riescono anche a leggere le espressioni facciali e a tradurle in musica, attribuendo a chi compone un potere di azione molto maggiore.  Se con la chitarra elettrica, il suono può essere modificato grazie all’utilizzo della pedaliera, con il sistema sviluppato da Castet, basterà variare la durata di un sorriso per modificare la musica.

“Fin da bambino ho sempre pensato che sarebbe stato incredibile comporre musica, utilizzando solo la mente.” racconta il DJ Fresh, coordinatore del progetto, “questa tecnologia permette a persone che non possono muoversi di esprimere la loro creatività e di fare musica, sfruttando esclusivamente il potere della propria mente. Ti dà l’idea del potere creativo delle persone e di ciò che possono fare, se solo gli viene data l’opportunità.”

Il progetto Mindtunes è stato promosso dalla  Queen Elizabeth Foundation for Disabled Children.

Il brano è in vendita su I-Tunes: tutti i proventi sono devoluti alla Queen Elizabeth Foundation for Disabled Children.

Il Comunicato Stampa con le note scientifiche lo trovate qui


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Se dico Rom…

Se dico rom… Indagine sulla rappresentazione dei cittadini rom e sinti nella stampa italiana” è il rapporto di  una ricerca condotta da giugno 2012 a marzo 2013 dai volontari dell’associazione Naga analizzando gli articoli relativi a cittadini rom e sinti,pubblicati su 9 testate giornalistiche nazionali e locali: Corriere della Sera; La Repubblica; La Stampa; Il Sole 24 ore; Il Giornale; Libero Quotidiano; La Padania; La Prealpina; Leggo.

Dall’analisi emerge chiaramente che quasi un terzo degli articoli contengono frasi discriminatorie relative a racconti di intolleranza sociale e discriminazione, seguiti da quelli che fanno emergere una differenziazione tra un “noi” e un “loro”.

Il lavoro svolto evidenzia l’influenza della stampa nella costruzione dell’opinione pubblica rispetto ad un tema e come i giornalisti abbiano, personalmente e professionalmente, una responsabilità e anche un’opportunità: chi scrive dei rom ha la possibilità concreta e quotidiana di contribuire al miglioramento delle loro condizioni sociali ed economiche.

È quindi necessaria, in questa direzione, un’azione positiva e concreta ponendo un’attenzione speciale alla verifica delle fonti, alle associazioni implicite, alle parole utilizzate, alle dichiarazioni riportate.

Un’attenzione al linguaggio ed al contenuto affinché questo traghetti la società e il senso comune verso un’immagine dei rom meno stereotipata, più disponibile ad ascoltare le parole degli stessi rom.

Il Naga

Gli oltre 300 volontari del Naga, con diverse professionalità, ogni anno, garantiscono cure e visite mediche a 15.000 cittadini stranieri irregolari, assistenza legale e sociale a cittadini stranieri, richiedenti asilo, vittime della tortura, rom e sinti; forniscono informazioni sanitarie e sociali alle persone che si prostituiscono e ai detenuti stranieri, in attesa che le istituzioni competenti si facciano carico di loro specifici doveri, come l’accesso alle cure per tutti i cittadini presenti sul territorio. Per questo il Naga ha come fine la sua stessa estinzione, rifiutando ogni forma di sostituzione del volontariato  rispetto alle responsabilità dello Stato. Il Naga completa e arricchisce le proprie  attività con la denuncia, la pressione sulle istituzioni, la comunicazione e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica. L’Associazione Naga si è costituita a Milano nel 1987 e fornisce tutti i propri servizi in modo gratuito, senza discriminazione alcuna.

Scarica il Rapporto

Info: www.naga.it naga@naga.it


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ExFadda: sostenere il futuro

Cos’è ExFadda? E’ un luogo in cui la coesione sociale è una realtà praticata e dove la promozione culturale è motore della produzione.

ExFadda è una comunità in continua crescita costituita da uomini e donne che intenzionati a far rivivere gli spazi dell’ex stabilimento enologico “Dentice di Frasso” nella zona di San Vito dei Normanni in provincia di Brindisi, in Puglia.

L’ExFadda nasce come progetto di riqualificazione di un immobile unico e di assoluto pregio architettonico. L’imponente fabbricato fu costruito nei primi del ‘900 dalla famiglia Dentice di Frasso per avviare un opificio per la produzione vitivinicola di carattere regionale. L’edificio ha una superficie coperta di circa 3.000 mq ed è composto da tre aree. L’area esterna, completamente recintata, si estende per 15.000 mq. I due stabili principali conservano caratteristiche uniche: il primo di circa 1.500 mq, tutto in muratura, ha ben 18 volte “a spigolo”; il secondo (circa 1.000 mq) presenta una copertura “a capriate” lignee.

Alcuni spazi dell’ex stabilimento sono stati recuperati, con contributi della Regione Puglia, del Comune di San Vito dei Normanni, e con investimenti privati e raccolte fondi

A gestire gli spazi e i progetti dell’ExFadda è un gruppo di cittadini e cittadine provenienti da imprese e associazioni locali: Sandei S.r.l., Magazzini Teatrali Dardagnam, Associazione Un Futuro a Sud, Associazione Epifani Barbers, Associazione Lanterna Magica, Associazione Bendicò e le Stelle.

I gestori dell’ExFadda sono intervenuti durante i primi mesi dall’affidamento, sia sull’immobile che sull’area esterna. Un primo recupero è stato possibile grazie al contributo volontario di artigiani locali e attraverso modalità di crowdfunding (chiedendo ai cittadini di San Vito dei Normanni ed ai fruitori di alcuni eventi di partecipare al raggiungimento di specifici obiettivi di riqualificazione tramite piccole sottoscrizioni). In questo modo sono state recuperate alcune parti con soluzioni di design low budget .

Ora all’ExFadda è attiva un’officina di progettazione e autocostruzione, animata da una comunità di creativi, progettisti, designer, costruttori, artigiani ed appassionati che, prima in maniera temporanea, poi in maniera permanente, affianca la vita della struttura e produce, in relazione ai progetti e alle attività, soluzioni di rifunzionalizzazione temporanee e low cost ispirate alle pratiche del riciclo dei materiali locali, della valorizzazione dei saperi artigiani locali e dell’autocostruzione.

Questo è uno dei progetti, ma l’ExFadda è una vera fucina di innovazione. Guarda i progetti attivi

Questi invece sono gli spazi dell’ExFadda già a disposizione di cittadini e cittadine.

Per sostenere i progetti dell’ExFadda clicca qui.

Per raggiungere l’ExFadda via internet clicca qui.

Per raggiungere l’ExFadda a piedi o in bici vai a San Vito dei Normanni, in via Brindisi, alle porte della città.


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